Ambienti di apprendimento e didattiche innovative



Gli fase di studio: lingua e cultura. Ambienti di apprendimento e didattiche innovative


RINGRAZIAMENTI

Stimato pubblico e stimatissime Autorità: secondo il galateo comincio  ringraziando per l' invito. E lo faccio doppiamente, perchè ho avuto l'onore di partecipare al 90 anniversario dell'Istituto Dell’Acqua e ora questo onore aumenta geométricamente con l'invito al Centenario.
Io, un español, que è stato accolto a  Legnarello, contrada que porta i colori rojo y amarillo del escudo de Aragón, mi región. Donde nací y donde he desarrollado toda mi carrera profesional.

che porta il colore rosso e giallo del stenma dell’ Aragona, la mia regione. Dove sono nato e dove ho sviluppato la mia carriera professionale.


TITOLO:

Rappresenta una grande sfida cercare di esaurire in 10 minutos le tematiche enunciate nel titolo che l' organizzazióne ha proposto per il mio intervento,  perchè combina l' apprendimento della lengua con l' innovazióne didáttica nella FP (Yo como pueden ver no soy muy experto en lenguas).
Sono decano di una facoltà di educazióne e professore di didáttica da 40 anni e mi occupo della FP da circa 3 décadi. Per questo, col permesso degli organizzatori e di tutti voi, mi concentrerò sul sottotítolo: Ambiente di apprendimento e didattiche innovative.

Ma il motivo principale di questa scelta è che ,soprattutto nel momento attuale, ritengo che la costruzióne dell' Europa non sia solo una questióne di lingua, ma delle menti delle nuove generazioni, che si formano con la struttura metodológica con la quale le educhiamo.
Voglio fare una dichiarazione di solidarietà con coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame, perchè il futuro dell'Europa e dell' Umanità non stanno nella costruzione di muri, ma nell'abbattimento delle barriere mentali. Barriere che ci rendono meno creativi, in un mondo complesso che invece necessita dell'apporto creativo di tutti per gestire questa specie di nave spaziale che è la Terra  

Dopo questa dichiarazione ideológica, e se volete política,( ma come educatore, come universitario non posso essere estraneo alla realtà che mi circonda), passerò alla parte técnica.

Nel percorso stórico della Giornada di oggi  Passato- presente – futurosono stato collocato nel PRESENTE, però vi assicuro che le mie proposte vengono dal passato, in alcuni casi, ma non generalmente, vengono già realizzate nel presente, e spero che diventino realtà nel futuro.



SVILUPPO DELL'INTERVENTO :
Utilizzerò per il mio intervento riferimenti a siti internet, che potrete consultare per trovare le informazioni inerenti all'argomento e che ho caricato nel mio blog: http://egarciaunizar.blogspot.com

In primo luogo e  sinteticamente, voglio presentare in cosa consiste la FP con questa diapositiva:
(Diapositive)
http://www.todofp.es/dctm/todofp/profesores/formacion-profesional-2014.pdf?documentId=0901e72b818a3cc3
http://fp.educaragon.org/guiaeducativa/guia_educativa1.asp

La formazione professionale in Spagna si frequenta dopo aver terminato della scolarizzazióne obligatoria( E.S.O.) , sebbene esista la possibilità di una FP básica per coloro che non raggiungono gli obbiettivi della scolarità obbligatoria.

La FP prevede due livelli della durata di due anni, con una percentuale importante di formazione effettuata in “Centros de Trabajos” e alcune esperienze di “Enseñanza Dual” (alternanza scuola/lavoro)

-         



(Diapositive) Uno per ogni sito, con corrispondente snapshot.
- Portale del governo di Aragona:
- http://fp.educaragon.org/

- FP portale del Ministero della Spagna:
- tODO FP

- Media Portal Antena3
- http://www.descubrelafp.org/
- http://www.descubrelafp.org/titulosfp/
-

- Portale del centro di formazione della FP
- http://moodle.cifpa.aragon.es/joomla1/

- Sudodep
( Red Cooperativa Transnacional de Conocimiento en el Sudoeste europeo de Formación Profesional)
- https://www.sudoefop.eu/
-
- Progetti europei: Consorzio Aragona in Europa.
- http://moodle.cifpa.aragon.es/joomla1/features/erasmus/consorcio/organiza
-
Espacios para el Aprendizaje Colaborativo por Retos.
Metodologia: - -
il video dei baschi. ((03:33)
il valore aggiunto è dato dalle competenze, non solo dal contenuto.
Apprendimento collaborativo.
Importanza rivestita dagli spazi, che devonoessere flessibili e rappresentano qualcosa in più di un semplice “spazio”(luogo)
Spazio informativo: per  ricercare informazióni.
Spazio analítico: per confrontarsi, prendere decisioni.
Spazio creativo: per generare idee. progettare, modellare, sbozzare, dare forma
Spazio costruttivo: prototipo di idee
Spazio esecutivo: dove costruire il prodotto finale.
Spazio lúdico: dove l'atmósfera rilassata permetta di lavorare anche a livello emozionale.
Insomma, ANALIZZARE, COMPRENDERE, INTERPRETARE, SINTETIZZARE, TRASMETTERE, DECIDERE, PERSEGUIRE.


(Diapositive)
Collegata al contesto: Las FCT y el programa DUAL, EXPLORER
Competitiva y cooperativa: Los concursos, olimpiadas, EXPRESSION
Intercambi: programmi europeos.  EXCHANGES
-         

I Finlandesi tolgono i muri, le aule e introducono spazi aperti
-          I Finlandesi tolgono le materie, sostengono la interdisciplinarietà
-          Il lavoro cooperativo fa parte del mondo delle imprese.



Spero che il mio discorso li ha servito per il coordinamento proposto dall'Unione europea, la mobilità di studenti e lavoratori dei paesi.

Espero que mi intervento sia servito per sollecitare la curiosità, porque, como decía el pintor aragonés GOYA a través de  un daguerrotipo - que casualmente fu esposto nel Palazzo Leone da Perego, al otro lado del Olona - (Diapositiva)“aún aprendo”  con l'immagine di un vecchio decrepito. Tuttavia, l'apprendimento è necessario coltivare lungo tutta la vita.

________--------------

ALTRO:

concezione europea della formazione:

- I vantaggi della formazione duale o alternata.
- La formazione per tutta la vita.
- L'approccio competenze.
- Il coinvolgimento di tutte le parti interessate
- L'e-Learning
- Il riconoscimento dell'istruzione non formale e informale.
-
la cooperazione europea nel campo della formazione professionale (Copenhagen e Bruges)

- La cooperazione tra gli Stati
- Orientamento permanente
- Criteri per la convalida dell'istruzione non formale e informale.
- European ECVET sistema di trasferimento dei crediti (sistemica professionale Istruzione e formazione europeo di crediti) l

metodologia:
L' ambiente di apprendimento deve avvicinarsi alla realtà, simulata o vigilata dal tutor, e  deve prevedere il lavoro in equipe (gruppo), come sempre più succede nelle imprese
         I  gruppi non sono nazionali, non si  costituiscono con gli amici, ma necessitano l'avvicinamento al “diverso”: da qui deriva l' importanza dell' educazione emotiva e interpersonale (sociale).
         Un apprendimento realizzato in uguaglianza  tra uomini e donne.
         Una nuovo tipo di relazióne tra docenti e alunni, nella quale tutti sono apprendisti


Olimpiadi

Quattro studenti di centri di formazione professionale hanno ottenuto medaglie aragonesi nel Olimpiadi National Vocational Spainskills 2017, che si è tenuta per tutta la settimana a Madrid e finito Sabato con la cerimonia di premiazione di gala.

Modalità e progettazione meccanica di raffreddamento.
Termoidraulico e il corpo di riparazione.

In questa edizione, la squadra aragonese ha partecipato a diciotto dei venti cd modalità: meccatronica, progettazione CAD meccanica, tornitura e fresatura, saldatura, riparazione carrozzeria, termoidraulico, sviluppo web, apparecchiature elettriche, l'ebanisteria, falegnameria, parrucchiere, sistemi automotive, cucina, ristorante e servizio bar, pittura dell'automobile, Refrigerazione, giochi 3D e di intrattenimento, e la gestione della rete.

Questi partecipanti sono stati precedentemente classificati nei campionati regionali che si sono svolte nella Comunità maggio 2016.

I vincitori di questo concorso saranno rappresentare la Spagna nella competizione europea (Euroskills, che si terrà a Budapest nel settembre 2017) e mondiale (WorldSkills, Abudhabi, Ottobre 2017).

Questa Olimpiade ha lo scopo di promuovere l'insegnamento della formazione professionale e di migliorare la qualità dell'insegnamento, incoraggiando e motivare gli studenti e gli insegnanti.

Allo stesso tempo, cerca di riconoscere il lavoro degli insegnanti e creare un punto di incontro tra aziende, insegnanti e studenti nelle relazioni tra i diversi centri di formazione sono incoraggiati.

Oltre ai concorrenti, circa trecento studenti e insegnanti provenienti da undici centri intorno Aragona hanno spostato nel corso della settimana a IFEMA, dove si è svolta l'Olimpiade, per allietare la Comunità.


Respuesta de Tonucci

En la revista sindical  SCUOLA E FORMAZIONE de la CISL, encuentro la siguiente entrevista a Tonucci de la que recogeré solo una pregunta y respuesta que me parece interesante:

Dal tuo osservatorio, com’è cambiata la scuola  in  questi  50 anni? 

Se debbo fidarmi della mia famiglia come campione significativo per lo meno il 60% dei miei figli ha fatto una buona scuola elementare e andava volentieri a scuola, il 100% invece dei miei nipoti (2 più due acquisiti) hanno fatto pagine di lettere, cornicette di farfalline e pagine di numeri da 1 a 1000. Allargando  lo  sguardo  fuori  di casa,  debbo  riconoscere  che  la scuola di oggi assomiglia troppo alla scuola che ho frequentato io settanta anni fa, mentre negli anni  settanta  si  notava  uno  sforzo e  una volontà di cambiamento. Insomma le mie vignette che negli anni settanta, quando cominciarono  a  nascere,  sembravano una dura critica ad una scuola in via  di  esaurimento,  oggi  tornano ad essere attuali e pertinenti. Così  come  nella  scuola  degli  anni  ’70  era  significativa  anche la presenza appassionata di molti  genitori  che  appoggiavano  insegnanti  e  cambiamento, debbo  notare  che  oggi  sembra esaurito  lo  spirito  di  collaborazione fra famiglia e scuola, sostituito troppo spasso da sospetto e conflittualità. Questo naturalmente non aiuta il cambiamento e favorisce invece la chiusura e l’atteggiamento difensivo della scuola.

Supongo que casi todos los entenderéis, pero permitidme que haga gala de mis conocimientos del italiano:

Si debo fiarme de mi familia como ejemplo significativo, al menos el 60% de mis hijos han cursado una escuela primaria buena y iban a la escuela voluntariosos. El 100% de mis nietos (2 más 2 adquiridos) han hecho páginas de cartas, cuadros ornamentales de mariposas y páginas de números del 1 al 1000.
Echando la vista fuera de casa, debo reconocer que la escuela actual se parece demasiado a la escuela que yo frecuenté hace 70 años, mientras que en la década de los setenta se notaba un esfuerzo y una voluntad de cambio. En resumen, cuando aparecieron mis viñetas, allá por los años 70 eran una dura crítica a una escuela en vías de extinción, hoy volverían a ser actuales y pertinentes.
Así en la escuela de aquellos años era significativa la presencia apasionada de muchos padres que apoyaban a los maestros y los cambios, pero compruebo que hoy parece agotado el espíritu de colaboración entre familia y escuela, sustituido frecuentemente de sospechas y conflictos. Esto no ayuda al cambio y favorece, en cambio, la cerrazón y la actitud defensiva de la escuela.


Cristalografía


El pasado viernes 6 de mayo tuvo lugar la final de la III edición del Concurso de Cristalización en la Escuela en Aragón.   
La actividad está organizada por profesores e investigadores del Grupo Recursos Minerales (Dpto. Ciencias de la Tierra), ISQCH (Unizar-CSIC), de Grupo Beagle: Investigación en Didáctica CCNN (Dpto. de Didáctica de Ciencias Experimentales) y el Programa Ciencia Viva del Gobierno de Aragón.  

 Desde el mes de enero, 1100 estudiantes de 38 centros de Educación Secundaria han estado realizando experimentos de cristalización tutorizados por sus profesores. En la final del viernes, participarán  tres estudiantes por cada uno de los 38 centros participantes.   

Como en años anteriores el concurso fue en  la Facultad de Educación (10:00-12:30), es una actividad abierta a todo el público. 

La entrega de premios tuvo lugar a las 13:30h en el Aula Magna de la Facultad de Ciencias. 

 La actividad está patrocinada por FECYT, Universidad de Zaragoza, CSIC, Programa Ciencia Viva, Facultad de Ciencias, ISQCH, Catedra IQE, Dpto. Ciencias de la Tierra, Sociedad Española de Mineralogía, Real Sociedad de Química, Colegio de Geólogos (Delegación de Aragón), Triana y Grupo Especializado en Cristalografía.  

Esta activiad considero que representa los principios pedagógicos, ya señalados por Dewey, de aprender haciendo pero también no olvida que lo importante no son las respuestas, sino las preguntas que se hacen, la curiosidad con la que se aborda la realidad y que es la fuente necesria para la investigación.

Finalmente, el conocimiento no sirve sino es compartido y porque compartiéndolo se aprende de una forma más estable que simplemente con la escucha o la visualización de lo que otros o el profesorado hace.

Una interesante actividad que permite poner en contacto a la Facultad de Ciencias y la Facultad de Educación de la Universidad de Zaragoza

Currículum por etapas


Elaborando el pacto educativo de Aragón, me he presentado voluntario para definir el currículum por etapas educativas, éste es el resultado que espero os invite a reflexionar y que me podáis ayudar a conocer vuestra opinión y vuestra visión, coincidente o discrepante, en cualquier caso enriquecedora.
Comienzo con la definición que da la RAE

“Conjunto de estudios y prácticas destinadas a que el alumno desarrolle plenamente sus posibilidades”. (R.A.E.)

Infantil:
El cambio de denominación de preescolar a educación infantil vino a resaltar el carácter educativo y no meramente asistencial de este periodo. Es un periodo importante en tanto que significa la atención temprana a aquella ciudadanía que no ha nacido en un ambiente rico cultural y emocional; por eso, es el instrumento para la igualdad de oportunidades que no debe olvidarse como fin de la educación.

Primaria:
La educación primaria, como parte de la educación básica y obligatoria,  es la que proporciona el contenido fundamental de conocimientos, valores, actitudes y de saber hacer de los que todos deben poseer para su propia autorealización y para integrarse en la sociedad.
Promueve la adquisición de las competencias básicas tales como la lectura, la escritura y el cálculo; pero también otras relacionadas con el aprender a aprender y todas las referidas al mundo de las tecnologías del aprendizaje y el conocimiento: buscar información, saber expresarse e intercambiar esa información para convertirla en conocimiento

Secundaria obligatoria:
Este periodo forma parte también de la educación básica como lo es la educación primaria, por tanto, debe continuar el proceso formativo iniciado con la Primaria.
Este periodo debe ser comprensivo por cuanto se dirige a toda la ciudadanía y sólo debería diferenciarse en el cómo se adquieren las competencias que todas las personas deben adquirir como mínimo. Es decir, una comprensivo dado que incluya los diferentes intereses, motivaciones y aptitudes de esa etapa de desarrollo.
“En esta etapa, los objetivos básicos transcienden el ámbito de lo estrictamente académico e incluyen como aspectos esenciales los relativos a la capacidad para el análisis y la  resolución de problemas reales, la adquisición y el ejercicio de un espíritu crítico y creativo, el desarrollo y la práctica de hábitos de cooperación ciudadana, de solidaridad y de trabajo en equipo”. (Proyecto para la reforma de la enseñanza. Madrid, MEC, 1987)

Bachillerato:
El Bachillerato es la etapa que se encuentra entre la educación básica y las enseñanzas superiores. Enfrentada a la formación profesional, el bachillerato se ha convertido en una preparación, en un paso propedeútico, para la Universidad y otros estudios superiores incluidos la Formación Profesional de Grado Superior.


Formación Profesional:
La Formación profesional se dirige a la preparación de la ciudadanía en aquellos aspectos que el sistema productivo precisa desde el punto de vista técnico. Precisa de una capacidad de flexibilidad y de adaptación para adaptarse a los cambios tecnológicos que se producen en la sociedad actual. Por otra parte, la formación profesional debe integrar el mundo educativo y el mundo laboral: los centros integrados donde confluyen la formación profesional, la formación continua y la formación ocupacional debería ser la tendencia en la que se debe seguir avanzando a través de la coordinación de los diversos departamentos implicados.

Currículum según etapas:


Características del Currículum según etapas:

Definición de currículum:
“Conjunto de estudios y prácticas destinadas a que el alumno desarrolle plenamente sus posibilidades”. (R.A.E.)

Infantil:
El cambio de denominación de preescolar a educación infantil vino a resaltar el carácter educativo y no meramente asistencial de este periodo. Es un periodo importante en tanto que significa la atención temprana a aquella ciudadanía que no ha nacido en un ambiente rico cultural y emocional; por eso, es el instrumento para la igualdad de oportunidades que no debe olvidarse como fin de la educación.

Primaria:
La educación primaria, como parte de la educación básica y obligatoria,  es la que proporciona el contenido fundamental de conocimientos, valores, actitudes y de saber hacer de los que todos deben poseer para su propia autorealización y para integrarse en la sociedad.
Promueve la adquisición de las competencias básicas tales como la lectura, la escritura y el cálculo; pero también otras relacionadas con el aprender a aprender y todas las referidas al mundo de las tecnologías del aprendizaje y el conocimiento: buscar información, saber expresarse e intercambiar esa información para convertirla en conocimiento

Secundaria obligatoria:
Este periodo forma parte también de la educación básica como lo es la educación primaria, por tanto, debe continuar el proceso formativo iniciado con la Primaria.
Este periodo debe ser comprensivo por cuanto se dirige a toda la ciudadanía y sólo debería diferenciarse en el cómo se adquieren las competencias que todas las personas deben adquirir como mínimo. Es decir, una comprensivo dado que incluya los diferentes intereses, motivaciones y aptitudes de esa etapa de desarrollo.
“En esta etapa, los objetivos básicos transcienden el ámbito de lo estrictamente académico e incluyen como aspectos esenciales los relativos a la capacidad para el análisis y la  resolución de problemas reales, la adquisición y el ejercicio de un espíritu crítico y creativo, el desarrollo y la práctica de hábitos de cooperación ciudadana, de solidaridad y de trabajo en equipo”. (Proyecto para la reforma de la enseñanza. Madrid, MEC, 1987)

Bachillerato:
El Bachillerato es la etapa que se encuentra entre la educación básica y las enseñanzas superiores. Enfrentada a la formación profesional, el bachillerato se ha convertido en una preparación, en un paso propedeútico, para la Universidad y otros estudios superiores incluidos la Formación Profesional de Grado Superior.

Formación Profesional:
La Formación profesional se dirige a la preparación de la ciudadanía en aquellos aspectos que el sistema productivo precisa desde el punto de vista técnico. Precisa de una capacidad de flexibilidad y de adaptación para adaptarse a los cambios tecnológicos que se producen en la sociedad actual. Por otra parte, la formación profesional debe integrar el mundo educativo y el mundo laboral: los centros integrados donde confluyen la formación profesional, la formación continua y la formación ocupacional debería ser la tendencia en la que se debe seguir avanzando a través de la coordinación de los diversos departamentos implicados.

¿Hacia dónde va la educación?

¿Hacia dónde va la educación?
Esta pregunta ha estado presente permanente en la cultura universal, pero nunca ha sido resuelta la incógnita general que plantea. Para darle cobijo se edificaron escuelas y universidades. Desde la antigüedad hasta ahora, se han ido elaborando teorías pedagógicas que diesen contenido al deseo de educar, a la intención de hacerlo bien. La Facultad de Educación de la Universidad de Zaragoza comparte esa esperanza educativa. Alojada definitivamente en un edificio de arquitectura del siglo XXI, quiere que el mismo sea como un símbolo del interés por reconocer la dignidad y la importancia del magisterio (profesoras y profesores), de la educación como factor de impulso en la sociedad presente y futura, lo mismo como idea global que en su expresión escolar.
El edificio es algo más que un lugar en donde se imparten unos estudios. Es un escenario que se quiere poner al servicio de toda la comunidad educativa; un espacio para el encuentro, para desarrollar actividades de reflexión e intercambio que ayuden a responder a la pregunta de hacia dónde va la educación. La Facultad de Educación ha entendido que el complejo momento educativo actual necesita más que nunca EXPONER ideas sobre educación como principio ético para DIALOGAR, DEBATIR sobre ellas, CONFRONTAR argumentos sobre el presente, y CONCERTAR estrategias para el futuro colectivo de la escuela aragonesa, porque educación es mucho más que los desarrollos curriculares.
Para ello se han seleccionado unas cuantas temáticas globales: la educación como idea universal y su papel en las relaciones internacionales, la justicia y la convivencia como reguladores educativos, los rasgos de la educación del pasado y del futuro de España, las pedagogías del siglo XXI y su papel impulsor, la acogida de la Convención de los Derechos de la Infancia en la escuela, y la tecnología y la innovación al servicio de la educación.
En las sesiones de encuentro y debate se ha solicitado a las personas que introduzcan las temáticas y que expongan brevemente algunos asuntos nodales sobre la temática seleccionada, tanto en forma de ideas generales como en su devenir cotidiano. A continuación se abrirá un diálogo entre ellos y con los asistentes. La participación activa –primer argumento de estas sesiones- está asegurada porque los asistentes conocen los temas, entienden y se preocupan sobre la educación; seguro que sus aportaciones enriquecerán los debates. Para conseguirlo se ha invitado a varios actores educativos: Departamento de Educación del Gobierno de Aragón, Consejo Escolar de Aragón, Profesorado y Alumnado de la Facultad de Educación, Ampas de Aragón, Sindicatos de profesores, Sindicatos de alumnos, Profesorado de los centros de educación obligatoria y otras Entidades sociales relacionadas con la educación.
En cada una de las sesiones, una persona coordinará el desarrollo, tomará nota de intervenciones e ideas expuestas. Se recogerán las aportaciones orales y escritas para componer un resumen con las cuestiones dialogadas en cada sesión, que será colgado en la Web de la Facultad para poder seguir debatiendo sobre ellas en los centros educativos o en los cursos próximos.
El título genérico del I Encuentro es: ¿Hacia dónde va la educación en España?, deja abierta la interpretación sobre el presente y el futuro, en relación a unos grandes objetivos por definir entre todos.
La programación prevista inicialmente es la siguiente:
·      15 de Febrero: Las relaciones entre culturas y educación en el plano internacional por Carmen Magallón (Directora del SIP y Presidenta de WILPF España) y Javier Jiménez Olmos (Miembro de la Fundación "Seminario de Investigación para la Paz" de Zaragoza).  
·      14 de Marzo: Justicia y convivencia en el marco educativo de España, por Ruth Vallejo (Decana de la Escuela de Ciencias Sociales y del Trabajo) y Javier Dolado (Juez Decano de Zaragoza).
·      11 de Abril: La educación que ha sido y la que podría ser, por Carmen Mtnez. Urtasun (Presidenta del Consejo Escolar de Aragón) y Jaume Carbonell (ex director de la revista Cuadernos de Pedagogía).
o   12 de abril: Presentación del libro Pedagogías del siglo XXI. Alternativas para la innovación educativa, Ed. Octaedro, por su autor Jaume Carbonell.
·      18 de abril: Los derechos de la infancia (CDN) en la enseñanza obligatoria, por Pilar de la Vega (Presidenta de Unicef Aragón) y Carmelo Marcén (Profesor IES)
·      9 de mayo: Las tecnologías, la innovación  y la educación, por María Luisa Sein-Echaluce  (Responsable del Grupo de investigación e Innovación en Docencia con TIC (GIDTIC)) y Akash Patel (Founder & Executive Director, World Experiences Foundation).

Las sesiones de debate se desarrollarán en el Salón de Actos de la Facultad de Educaciónde la Universidad de Zaragoza los lunes señalados de 18:30 a 20:30 horas. La presentación de libro de Jaume Carbonell tendrá lugar el martes 12 de abril.
Este proyecto tiene varios propósitos específicos relacionados con las temáticas abordadas, con la idea global de la educación del futuro, pero también desea generar otros efectos colaterales, siempre necesarios en la configuración de una educación participativa:
·      Poner en comunicación a la formación inicial y la formación permanente, a los aprendices de maestros con los veteranos del magisterio.
·      Acercar la universidad, la academia a las necesidades y a las nuevas realidades educativas.
·      Buscar análisis y perspectivas interdisciplinares que aporten experiencias e ideas desde diversos puntos de vista sobre el sentido global de la educación.
·      Servir de Espacio de Encuentro y de Educación (las 3 E que iniciamos en mayo de 2012)
Estarán presentadas y coordinadas por la periodista Patricia Ciria y como secretario Carmelo Marcén.
Están dirigidas a toda la comunidad educativa: estudiantes, profesorado de todos los niveles educativos, administración, padres, asociaciones, agentes sociales y la ciudadanía en general.

¿A dónde va la educación?

Llevamos bastante tiempo intentando que la Facultad de Educación se convierta en lugar para debatir, para confrontar ideas acerca del hecho educativo que tiene multidisciplinariedad de perspectivas y como lugar de encuentro entre el experimentado profesorado con el novel profesorado. 


A través del apoyo y del impulso de la Asociación de Ex-alumnos y Amigos de la Facultad de Educación, así como del apoyo de Carmelo Marcén, sin olvidar a los ponentes que han dicho SÍ sin tener que insistir; tengo el gusto de presentaros el I Encuentro de Debate ¿A dónde va la educación? .

Puede que haya algún cambio en los próximos días, pero no quería que no pudieseis asistir por haberlo comunicado con poco tiempo para incluirlo en vuestras apretadas agendas (me refiero a los que han tenido la oportunidad de jubilarse, ;-)

¿A dónde va la educación?
Se trata de una pregunta siempre permanente, nunca resuelta la incógnita general que plantea. Para darle cobijo se edificaron escuelas y universidades. Desde la antigüedad hasta ahora, se han ido elaborando teorías pedagógicas que diesen contenido el deseo de educar, a la intención de hacerlo bien. La Facultad de Educación de la Universidad de Zaragoza comparte esa esperanza educativa. Alojada definitivamente en un edificio de arquitectura del siglo XXI, quiere que el mismo sea como un símbolo del interés por reconocer la dignidad y la importancia del magisterio, de la educación en la sociedad presente y futura.
El edificio es algo más que un lugar en donde se imparten unos estudios. Es un escenario que quiere ponerse al servicio de toda la comunidad educativa activa para desarrollar actividades de reflexión e intercambio que ayuden a responder a la pregunta de hacia dónde va la educación. La Facultad de Educación su Equipo Directivo, ha entendido que el complejo momento educativo actual necesita más que DIALOGAR, DEBATIR, CONFRONTAR ideas, la de CONDIVIDIRLAS?, sobre el presente y el futuro de la educación.
A tal fin hemos preparado para este curso escolar cuatro debates sobre cuestiones educativas globales. En ellas, los ponentes expondrán durante 20 minutos como máximo una serie de cuestiones generales sobre la temática seleccionada. A continuación se abrirá un debate entre los asistentes. Dado que todos tienen una idea global sobre estas cuestiones, la participación activa está asegurada, seguro que tendrán muchas preguntas que hacer o cuestiones que aportar. En cada una de las sesiones, se contará con una persona que coordine el desarrollo y otra que tome nota de intervenciones e ideas con el fin de recoger un decálogo de ideas que será colgado en la Web de la Facultad para poder seguir debatiendo sobre ellas en los centros educativos o en los cursos próximos.
El título genérico del I Encuentro es: ¿A dónde va la educación en España?
Esta es la programación:
15 de Febrero,: Javier Jiménez Olmos: (doctor en "Paz y Seguridad Internacional", Miembro de la Fundación "Seminario de Investigación para la Paz" de Zaragoza). y Carmen Magallón (Presidenta of WILPF Spain),
El panorama internacional y la educación. La convivencia entre culturas y la educación.
14 de Marzo: Angel Dolado (Juez Decano de Zaragoza) y Ruth Vallejo (Decana de la Facultad de Ciencias Sociales y del Trabajo)
La justicia y la educación española.
11 de Abril: Jaume Carbonell (director Cuadernos Pedagogía) y Pilar de la Vega (Presidenta de UNICEF Aragón)
La educación que ha sido y la que podría ser.
18 de Abril: Pilar de la Vega (Presidenta de UNICEF Aragón)
La educación que ha sido y la que podría ser.
9 de Mayo: Akash Patel (Universidad de Oklahoma) y María Luisa Sein-Echaluce Lacleta (Directora del Campus Virtual de la Universidad de Zaragoza)
Las TIC, la innovación  y la educación.

Las actividades se desarrollarán en el Salón de Actos de la Facultad de Educación de 18:30 a 20:30

Espacios escolares o Geografía escolar


Los espacios escolares  están presentes como una de las cuestiones de organización escolar, asociada al tema de la higiene escolar. Han sido objeto de interés de la Inspección que debía controlar medidas de aulas, de patios de recreo , etc. 
Para mí también lo fue cuando viajaba por España  por carreteras que pasaban por el medio del pueblo y permitía ver las escuelas casi abandonadas por falta de escolares que las ocupasen.  Eran construcciones que tendían hacia la homogenidad pero algunas veces destacaban por su diseño, por su aspecto exterior.
Pero los espacios escolares no sólo tienen que ver con el exterior, sino también de cómo están organizados en el interior, ¿qué estancias poseen y cuáles no poseen?  Y, por supuesto, la estancia básica, aquélla en la que se realiza la interacción bipolar entre maestro y alumno tal como señalaba Renzo Titone.
La disposición del mobiliario, la ornamentación de las paredes, los objetos de aprendizaje presentes son una importante comunicación no verbal  que es otro de esos temas no estrictamente pedagógicos por  el que me sentido atraído.
El culmen de mi interés por el espacio llegó cuando tuve que poner como mi mayor objetivo profesional el conseguir un edificio para la Facultad de Educación que fuese digno de la importancia que tienen los profesionales de la educación para el desarrollo de una sociedad y para la educación de la ciudadanía de una nación.
El nuevo edificio de la Facultad de Educación se comienza a utilizar este próximo lunes, 3 de febrero de 2014. Ubicado en el Campus de San Francisco de la Universidad de Zaragoza está a disposición de la sociedad aragonesa que lo ha financiado.  Puede contemplarlo, arquitectónicamente merece la pena;  puede disfrutar de su amplia plaza previa a la entrada; podrán ser utilizada para realizar actividades del ámbito educativo y formativo en su sentido más amplio.
El edificio es funcional, racional y está pensado como lugar de encuentro.
Los arquitectos destacan estas características:
Somos conscientes la influencia del entorno construido en la educación , (confortable – austero,  amable – riguroso, sugerente – anodino  ….)
 La materialización de una serie de inquietudes, valores, una vez atendidas las exigencias utilitarias del programa fueron el objeto de este éste proyecto, hoy día finalizado.
Estas inquietudes se pueden resumir en:
1.                      RELACIÓN CON EL ENTORNO.
Es una “ suerte “ la ubicación dentro del campus. Rodeada de Facultades, Colegios Mayores y junto al centro de gravedad del campus. Nuestra propuesta ha sido
Aportar un ámbito de relación exterior
Abrirnos al entorno universitario.
Nos parecía justo.
2.                      DISPOSICIÓN SOBRE EL ÁMBITO.
En el proceso de desarrollo interactúan diversos factores, pero hay algunos que mantienen a raya al resto. Son líneas de fuerzaque empiezan a delimitar un espacio anónimo para ser protagonista, siendo el instrumento el volumen a desarrollar. Ante el peso que adquiere sobre el ámbito el volumen construido, hay una percepción que me gustaría transmitir.
somos de San Sebastian. En la costa , el encuentro del monte con el mar se produce a través de capas planas de piedra dura, superpuestas, fracturadas, alternadas con capas de piedra blanda. Se denomina Flysch. La primera vez que fui consciente de su presencia ( percepción ) lo asocié a la obra de Txillida. Obra capaz de acercarse a diferentes sensibilidades, mayores, jóvenes…..¿ porqué?  Para mí, la respuesta estaba allí : porque se mide con la naturaleza, por esa relación telúrica entre obra y naturaleza que el subconsciente reconoce y asocia. Esta percepción me produjo una sensación de aliento, una energía para transcender lo cotidiano. La búsqueda de esa energía ha sido permanente en nuestro trabajo, no siempre con acierto.”
Agrupamos los usos en dos volúmenes.
Docente. Estratos superpuestos, desplazados con ángulos ligeramente obtusos, con respuestas espaciales más ricas.
No docente. Disgregación de volúmenes que matizan el pie a tierra, con un estrato superior que protege, orienta y señala el acceso.
3.                      ACCESOS
Intuimos que hay espacios a los que se puede acceder a través de una puerta. Así como hay otros en los que la transición exterior-interior necesita otra escala. Así hemos pensado que debería ser.
La articulación , disposición de los dos volúmenes, dirige, señala, orienta ese recorrido con una fragmentación del volumen no docente que matiza la transición, accediendo al atrio que se encarga de recibir y distribuir.
4.                      ATRIO.
Atendidas las exigencias utilitarias del programa, la relación/comunicación entre alumnos, profesores….ha sido decisiva por la importancia que tiene en el desarrollo de las personas a lo largo de tantos años de formación,
en la materialización de este proyecto.  
Atrio docente.  Acoge las aulas, iluminación cenital con llantones para evitar el asoleo directo, galerías perimetrales con la función de acoger, distribuir, comunicar…..
Atrio no docente. Espacio que acoge diferentes usos administrativos, reuniones, dirección , profesorado, cafetería…………
Que le deis buen uso y lo disfrutéis. Un saludo a todos
Javier Maya y Estela Arteche. Arquitectos.

Para mí es un lugar de encuentro, porque las aulas de los dos pisos quedan recogidas en un llamesmole “patio central” donde se encuentra uno de los tres simbolos marineros que yo encuentro en el edificio, Estos elementos de mar no son destacados por los arquitectos que quizás temen ser increpados por colocar un barco, aunque sea con la quilla invertida, en un lugar de secano como es Zaragoza. Pero las cuadernas son evidentes y servirán como recordatorio al mirar al cielo de que hay que apuntar hacia el horizonte aunque estemos rodeados de edificios.
Así que esos símbolos marinos son: a) una quilla invertida con sus cuadernas insertadas y visibles; b) una popa invertida en la que se distinguen sus ventanales; c) los “ojos de buey” que están por todas sus puertas.
Si hablamos de edificios escolares, no podemos olvidar el Colegio Público, Joaquín Costa de Zaragoza, Construido a principios del siglo XX, poseía hasta una piscina interior. Hubo un tiempo en que la escolarización era un motor de desarrollo y no un negocio, donde había alumnos y no clientes, futuros ciudadanos y no usuarios.
La tipología de los espacios condiciona la didáctica. El espacio y el tiempo son las coordenadas que definen la escuela. Las aulas y los horarios son la gran preocupación de un equipo directivo. Pero las aulas están cambiando y en ocasiones ya  no son cuatro paredes; sino que los escenarios de aprendizaje dependen del tipo de actividad que allí se desarrolla. Los países nordicos apuestan por los espacios abiertos donde los niños y los jóvenes se mueven de acuerdo a sus intereses.
Este vídeo  de la Fundación Qatar muestra la importancia de la arquitectura escolar en tres países diferentes: Abu Dabi, Burkina Faso y Suecia. El espacio está al servicio del aprendizaje y los aprendices no tienen la misma necesidad que sus padres. La escuela de la revolución industrial ( de bancada fija, de posición frontal, de pizarra para todos igual) no puede ser la misma que la de la sociedad del conocimiento (compleja, con necesidad de manejar gran cantidad y diversidad de información).
Por lo que respecta a la geografía del aula, tenemos una disposición clásica con pupitres individuales para que no se molesten unos a otros, o bien bancadas atornilladas al suelo para que no se muevan y faciliten la limpieza al estar siempre ordenadas. La orientación de las mismas es frontal hacia la pizarra donde se encuentra “la mesa del profesor”. Por tanto, los estudiantes contemplan el “cogote”, la parte occipital de sus compañeros lo que dificulta la comunicación entre iguales.
El triunfo de la metodología grupal llevando a la reflexión de si se trata de trabajo cooperativo o colaborativo, gracias a las reformas educativas que en el caso universitario llamaremos “plan Bolonia” ha obligado a arquitectos y demás responsables de obras al diseño de mobiliario para el trabajo en grupo, a disposiciones donde es factible lo que en Educación Infantil (pioneras de las metodologías innovadoras) se denomina el trabajo por “rincones”. Poco a poco, los espacios se trasforman de espacios de enseñanza a espacios de aprendizaje. Si bien, la economía y sus burbujas tiran hacía el lado de lo más barato y el paradigma del aprendizaje precisa de más recursos que el de enseñanza.
Si bien es cierto que en ocasiones no es necesario el dinero para personalizar un aula, para hacerla coherente con nuestros principios metodológicos. Lo ejemplifijaré de la forma más simple: Pensemos en la decoración de las paredes que puede contener láminas estandarizadas de las que nos facilita la sociedad de consumo o bien estar gestionada por los propios alumnos con sus trabajos, con sus creaciones, “a su gusto”.
Arquitectura, disposición del mobiliario, decoración, colores de las paredes son cuestiones que debemos considerar como fundamentales en los proyectos educativos.
Quizás hay otras evidencias de la importancia de los espacios escolares, pero en un blog hay “espacio” para los lectores.

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