Ambienti di apprendimento e didattiche innovative



Gli fase di studio: lingua e cultura. Ambienti di apprendimento e didattiche innovative


RINGRAZIAMENTI

Stimato pubblico e stimatissime Autorità: secondo il galateo comincio  ringraziando per l' invito. E lo faccio doppiamente, perchè ho avuto l'onore di partecipare al 90 anniversario dell'Istituto Dell’Acqua e ora questo onore aumenta geométricamente con l'invito al Centenario.
Io, un español, que è stato accolto a  Legnarello, contrada que porta i colori rojo y amarillo del escudo de Aragón, mi región. Donde nací y donde he desarrollado toda mi carrera profesional.

che porta il colore rosso e giallo del stenma dell’ Aragona, la mia regione. Dove sono nato e dove ho sviluppato la mia carriera professionale.


TITOLO:

Rappresenta una grande sfida cercare di esaurire in 10 minutos le tematiche enunciate nel titolo che l' organizzazióne ha proposto per il mio intervento,  perchè combina l' apprendimento della lengua con l' innovazióne didáttica nella FP (Yo como pueden ver no soy muy experto en lenguas).
Sono decano di una facoltà di educazióne e professore di didáttica da 40 anni e mi occupo della FP da circa 3 décadi. Per questo, col permesso degli organizzatori e di tutti voi, mi concentrerò sul sottotítolo: Ambiente di apprendimento e didattiche innovative.

Ma il motivo principale di questa scelta è che ,soprattutto nel momento attuale, ritengo che la costruzióne dell' Europa non sia solo una questióne di lingua, ma delle menti delle nuove generazioni, che si formano con la struttura metodológica con la quale le educhiamo.
Voglio fare una dichiarazione di solidarietà con coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame, perchè il futuro dell'Europa e dell' Umanità non stanno nella costruzione di muri, ma nell'abbattimento delle barriere mentali. Barriere che ci rendono meno creativi, in un mondo complesso che invece necessita dell'apporto creativo di tutti per gestire questa specie di nave spaziale che è la Terra  

Dopo questa dichiarazione ideológica, e se volete política,( ma come educatore, come universitario non posso essere estraneo alla realtà che mi circonda), passerò alla parte técnica.

Nel percorso stórico della Giornada di oggi  Passato- presente – futurosono stato collocato nel PRESENTE, però vi assicuro che le mie proposte vengono dal passato, in alcuni casi, ma non generalmente, vengono già realizzate nel presente, e spero che diventino realtà nel futuro.



SVILUPPO DELL'INTERVENTO :
Utilizzerò per il mio intervento riferimenti a siti internet, che potrete consultare per trovare le informazioni inerenti all'argomento e che ho caricato nel mio blog: http://egarciaunizar.blogspot.com

In primo luogo e  sinteticamente, voglio presentare in cosa consiste la FP con questa diapositiva:
(Diapositive)
http://www.todofp.es/dctm/todofp/profesores/formacion-profesional-2014.pdf?documentId=0901e72b818a3cc3
http://fp.educaragon.org/guiaeducativa/guia_educativa1.asp

La formazione professionale in Spagna si frequenta dopo aver terminato della scolarizzazióne obligatoria( E.S.O.) , sebbene esista la possibilità di una FP básica per coloro che non raggiungono gli obbiettivi della scolarità obbligatoria.

La FP prevede due livelli della durata di due anni, con una percentuale importante di formazione effettuata in “Centros de Trabajos” e alcune esperienze di “Enseñanza Dual” (alternanza scuola/lavoro)

-         



(Diapositive) Uno per ogni sito, con corrispondente snapshot.
- Portale del governo di Aragona:
- http://fp.educaragon.org/

- FP portale del Ministero della Spagna:
- tODO FP

- Media Portal Antena3
- http://www.descubrelafp.org/
- http://www.descubrelafp.org/titulosfp/
-

- Portale del centro di formazione della FP
- http://moodle.cifpa.aragon.es/joomla1/

- Sudodep
( Red Cooperativa Transnacional de Conocimiento en el Sudoeste europeo de Formación Profesional)
- https://www.sudoefop.eu/
-
- Progetti europei: Consorzio Aragona in Europa.
- http://moodle.cifpa.aragon.es/joomla1/features/erasmus/consorcio/organiza
-
Espacios para el Aprendizaje Colaborativo por Retos.
Metodologia: - -
il video dei baschi. ((03:33)
il valore aggiunto è dato dalle competenze, non solo dal contenuto.
Apprendimento collaborativo.
Importanza rivestita dagli spazi, che devonoessere flessibili e rappresentano qualcosa in più di un semplice “spazio”(luogo)
Spazio informativo: per  ricercare informazióni.
Spazio analítico: per confrontarsi, prendere decisioni.
Spazio creativo: per generare idee. progettare, modellare, sbozzare, dare forma
Spazio costruttivo: prototipo di idee
Spazio esecutivo: dove costruire il prodotto finale.
Spazio lúdico: dove l'atmósfera rilassata permetta di lavorare anche a livello emozionale.
Insomma, ANALIZZARE, COMPRENDERE, INTERPRETARE, SINTETIZZARE, TRASMETTERE, DECIDERE, PERSEGUIRE.


(Diapositive)
Collegata al contesto: Las FCT y el programa DUAL, EXPLORER
Competitiva y cooperativa: Los concursos, olimpiadas, EXPRESSION
Intercambi: programmi europeos.  EXCHANGES
-         

I Finlandesi tolgono i muri, le aule e introducono spazi aperti
-          I Finlandesi tolgono le materie, sostengono la interdisciplinarietà
-          Il lavoro cooperativo fa parte del mondo delle imprese.



Spero che il mio discorso li ha servito per il coordinamento proposto dall'Unione europea, la mobilità di studenti e lavoratori dei paesi.

Espero que mi intervento sia servito per sollecitare la curiosità, porque, como decía el pintor aragonés GOYA a través de  un daguerrotipo - que casualmente fu esposto nel Palazzo Leone da Perego, al otro lado del Olona - (Diapositiva)“aún aprendo”  con l'immagine di un vecchio decrepito. Tuttavia, l'apprendimento è necessario coltivare lungo tutta la vita.

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ALTRO:

concezione europea della formazione:

- I vantaggi della formazione duale o alternata.
- La formazione per tutta la vita.
- L'approccio competenze.
- Il coinvolgimento di tutte le parti interessate
- L'e-Learning
- Il riconoscimento dell'istruzione non formale e informale.
-
la cooperazione europea nel campo della formazione professionale (Copenhagen e Bruges)

- La cooperazione tra gli Stati
- Orientamento permanente
- Criteri per la convalida dell'istruzione non formale e informale.
- European ECVET sistema di trasferimento dei crediti (sistemica professionale Istruzione e formazione europeo di crediti) l

metodologia:
L' ambiente di apprendimento deve avvicinarsi alla realtà, simulata o vigilata dal tutor, e  deve prevedere il lavoro in equipe (gruppo), come sempre più succede nelle imprese
         I  gruppi non sono nazionali, non si  costituiscono con gli amici, ma necessitano l'avvicinamento al “diverso”: da qui deriva l' importanza dell' educazione emotiva e interpersonale (sociale).
         Un apprendimento realizzato in uguaglianza  tra uomini e donne.
         Una nuovo tipo di relazióne tra docenti e alunni, nella quale tutti sono apprendisti


Olimpiadi

Quattro studenti di centri di formazione professionale hanno ottenuto medaglie aragonesi nel Olimpiadi National Vocational Spainskills 2017, che si è tenuta per tutta la settimana a Madrid e finito Sabato con la cerimonia di premiazione di gala.

Modalità e progettazione meccanica di raffreddamento.
Termoidraulico e il corpo di riparazione.

In questa edizione, la squadra aragonese ha partecipato a diciotto dei venti cd modalità: meccatronica, progettazione CAD meccanica, tornitura e fresatura, saldatura, riparazione carrozzeria, termoidraulico, sviluppo web, apparecchiature elettriche, l'ebanisteria, falegnameria, parrucchiere, sistemi automotive, cucina, ristorante e servizio bar, pittura dell'automobile, Refrigerazione, giochi 3D e di intrattenimento, e la gestione della rete.

Questi partecipanti sono stati precedentemente classificati nei campionati regionali che si sono svolte nella Comunità maggio 2016.

I vincitori di questo concorso saranno rappresentare la Spagna nella competizione europea (Euroskills, che si terrà a Budapest nel settembre 2017) e mondiale (WorldSkills, Abudhabi, Ottobre 2017).

Questa Olimpiade ha lo scopo di promuovere l'insegnamento della formazione professionale e di migliorare la qualità dell'insegnamento, incoraggiando e motivare gli studenti e gli insegnanti.

Allo stesso tempo, cerca di riconoscere il lavoro degli insegnanti e creare un punto di incontro tra aziende, insegnanti e studenti nelle relazioni tra i diversi centri di formazione sono incoraggiati.

Oltre ai concorrenti, circa trecento studenti e insegnanti provenienti da undici centri intorno Aragona hanno spostato nel corso della settimana a IFEMA, dove si è svolta l'Olimpiade, per allietare la Comunità.


Inauguración de un postgrado CLIL

Inicio con este post una serie de inauguraciones que tuve en la semana después del Pilar. Muestran la actividad que el profesorado desarrolla para mejorar su formación y como la Facultad de Educación da respuesta a estas necesidades.

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Estoy contento de que se inicie este Postgrado ya que allá por el 2005 al 2007, empezamos un proyecto Minerva titulado: "w-CLIL "( Suecia, Chequia, Italia y España) lo que llevo a reflexionar sobre diferentes aspectos organizativos y  metodológicos que podemos hacer al abordar la enseñanza con la metodología CLIL..




Este proyecto dio lugar a la tesis de Lauretta D’Angelo y la de Fabrizio Maggi, que dirigí o digamos acompañe, ya que estas dos personas son dos profesores italianos experimentados en los proyectos europeos, en el intercambio con profesionales internacionales. Ambas fueron leídas en la Universidad de Zaragoza en el programa de Educación de esta Facultad.

La primera se centró en el perfil del profesorado de enseñanza CLIL que contempló el estudio principalmente de las realidades española e italiana, sin descuidar el contacto internacional. Sus aportaciones se pueden encontrar en los encuentros científicos más prestigiosos. Obtuvo premio extraordinario de doctorado de la Universidad de Zaragoza.

Resumen:
La tesis doctoral  El perfil del profesor de disciplina en el marco de la metodología CLIL  se centra  alrededor de dos focos

- las características profesionales  e identitarias del docente de discipina no lingüística que actúa en contextos de enseñanza con metodología CLILAICLE
- la metodología o enfoque metodológico CLIL/AICLE  (Content and language integrated learning  - Aprendizaje integrado de contenido y lengua extranjera)  y sus características.

Ambos focos se enmarcan en algunas de las prioridades de la Unión Europea para los sistemas educativos de los países miembros  y, precisamente:
la mejora de la formación del profesorado
el fomento del aprendizaje de las lenguas extranjeras

- Las cuestiones en las que se ha inspirado la investigación son las siguientes:
- ¿Cuáles son, en la historia personal del docente de disciplina no lingüística, las motivaciones y las competencias adquiridas de forma diferente que permiten a un docente de dnl lanzarse a un papel diferente del habitual, es decir, proponerse o aceptar el ser un docente de metodología AICLE?
- ¿Cómo podemos definir su perfil en términos experienciales?
- En un escenario de difusión del enfoque AICLE, ¿qué itinerario seguir para la formación del docente AICLE?

   Se han utilizados dos enfoques cualitativos, la Teoría fundamentada y el método biográfico,  además de la aplicación de un cuestionario (215 cuestionario rellenados por docentes) de tipo cuantitativo para realizar una investigación exploratoria, que nos ha permitido recoger informaciones sobre los enseñantes AICLE en Italia y España y, sucesivamente, en otros países europeos. Los instrumentos utilizados son entrevistas semi-estructuradas (34), focus groups (4), debates (13) entre expertos y el cuaderno de bitácora  de la investigadora. Los resultados obtenidos por los varios instrumentos se integran, y confirman  reciprocamente y esto  ha reforzado la idea de que la sinergia de los dos enfoques permite un análisis más eficaz y controlado de las aportaciones de la investigación.
   Las principales propuestas y sugerencias para la formación del docente de disciplina no lingüística implicado en la enseñanza AICLE conciernen tanto el desarrollo de su perfil identidario como hablante intercultural como el dominio de algunas habilidades específicas.
   Se puede afirmar por lo tanto que el docente AICLE tiene que ser formado para muchos objetivos diferentes:
- enseñar los contenidos de una disciplina
- saber enseñar esos contenidos útilizando la metodología propia de esa disciplina en una perspectiva más amplia de didáctica activa
- dominar una lengua extranjera a un nivel tal que le permita enseñar esos contenidos utilizando el vocabulario específico de la disciplina y  de la interacción en aula
- dominar la metodología propia de la enseñanza AICLE que se nutre  tanto de las prácticas mejores de la enseñanza propia de la disciplina como de la lengua extranjera
- ser consciente de las implicaciones culturales e interculturales de una enseñanza de este tipo.

      Por todo esto se hace necesario un cambio de paradigma; es decir, el profesor de contenido tiene que sentirse también profesor de lengua y, viceversa; si puede dedicarse a la enseñanza AICLE, el profesor de lengua debe sentirse profesor de contenido, para evitar concentrarse excesivamente sobre los aspectos lingüísticos, descuidando el contenido.
Por ende, todo lo antes precisado,  define el perfil de un docente que aprende a conocerse, aprende a cambiar, aprende a aprender y aprende autónomamente desarrollando también creatividad y capacidad para encontrar soluciones en situaciones nuevas y complejas. Un perfil de este tipo no puede resultar de una formación estandardizada, sino de una formación co-construida y co-generada en la cual experiencias de vida privada y profesional, deseos y necesidades se integran.
Esta formación tendría que apoyarse en experiencias de movilidad a través de oportunidad de estudios o de jobshadowing en el extranjero  destinadas tanto al aprendizaje de la lengua y de la metodología como al confronto intercultural, como ya vivido por muchos de los docentes entrevistados. Una formación de tipo concurrente y no yuxtapuesta, que permita  - precisamente - el desarrollo de una identidad profesional y personal  integrada.


La segunda, la de Fabrizio, se centró en la utilización de las herramientas informáticas como apoyo a la metodología CLIL.

Esta tesis trata de responder a la pregunta: ¿cómo es posible utilizar las nuevas herramientas de la Web 2.0 en la práctica docente habitual con los estudiantes y si constituyen una fuente de nuevas posibilidades para el aprendizaje de las lenguas extranjeras? En otras palabras, se ha verificado la posibilidad de utilizar estas herramientas como un valor añadido en la educación y como un medio para lograr que los estudiantes se involucren más en el diálogo educativo. Por lo tanto, se ha indagado cómo aumentar la competencia lingüística de los estudiantes mediante la integración de las herramientas Web 2.0 en la enseñanza de las lenguas extranjeras. Además, se ha pretendido analizar cómo la tecnología Web 2.0 puede ser utilizada para conectar a los estudiantes y como pueden ser colaboradores y tutores de asignaturas impartidas en lenguas extranjeras, ya que las herramientas de la Web 2.0 tienen un inmenso potencial para fomentar el aprendizaje colaborativo. Con el fin de conseguir estos resultados se ha identificado una serie de objetivos y, en particular:
-    Evaluar el impacto de la innovación educativa de las tecnologías Web 2.0 en la enseñanza de lenguas extranjeras con metodología CLIL;
-    Comprender cómo se pueden utilizar las herramientas Web 2.0 en  contextos CLIL.
-    Definir los factores clave de la innovación curricular CLIL.
-    Comprender cómo las herramientas Web 2.0 pueden favorecer el aprendizaje colaborativo en la enseñanza de las lenguas extranjeras.
-    Definir un primer perfil del docente que utiliza las TICs para el aprendizaje CLIL, el docente e-CLIL.
El marco teórico de la presente investigación se basa en tres pilares:
1.    Principios de trabajo colaborativo y cooperativo y metodología didáctica colaborativa: del cognitivismo al constructivismo y al conectivismo. De Piaget a Vygotskij, de Johnassen a Jonhson & Johnson y a Siemens.
2.    Los principios de la metodología CLIL: CLIL es un método de enseñanza relativamente reciente, iniciado hacia fines de la década de los 90, pero ya con una serie de estudios teóricos de alto perfil a su haber: Marsh, Coyle, Mehisto, Frigols, solo por citar a algunos autores.
3.    Los conceptos teóricos que conciernen al scaffolding y a la evaluación: Bruner, Vygotskij, Mohan, Bloom, por citar solo a algunos autores de referencia.
Estas bases teóricas han servido como fundamento de las experiencias objeto de estudio en las que se combinaba la utilización de la metodología CLIL con el uso de las herramientas web 2.0 dentro de un marco metodológico-didáctico que tenía como principios el constructivismo y el conectivismo, así como los principios del scaffolding, el aprendizaje entre iguales y la autonomía en el aprendizaje.
Se ha utilizado el método mixto para el desarrollo de la investigación. El enfoque de investigación con métodos mixtos permite recopilar datos tanto cuantitativos (análisis numérico, descriptivo e inferencial) como cualitativos (descripción y análisis de experiencias de vida y profesionales) en un único estudio o en distintas fases, en todos o en muchos estadios de la investigación, incluyendo las estrategias de muestreo, la recopilación y análisis de los datos o la síntesis de los resultados.

La investigación se desarrolló con estos instrumentos que nos han permitido recoger informaciones sobre los enseñantes y estudiantes que se dedican a actividades CLIL y que utilizan las TICs en Italia, España y otros países europeos (9 naciones para los docentes y 8 para los estudiantes):
-    Cuestionarios: 195 docentes y 147 estudiantes;
-    37 entrevistas semi-estructuradas realizadas a docentes: 22 italianos y 15 españoles Las entrevistas se llevaron a cabo: en Aragón, Cataluña y Andalucía. En Italia:  Piamonte y Lombardía;
-    25 entrevistas realizadas a estudiantes  italianos;
-    4 Grupos focales: 2 en España y 2 en Italia.

Esta investigación ha producido un importante número de resultados entre los que destacamos: los docentes que participaron en esta investigación manifiestan un gran interés por las TICs aplicadas a la didáctica, y asimismo una profunda curiosidad por la experimentación, pero no de manera acrítica. Por lo tanto, los docentes conciben la tecnología como apoyo a la didáctica y no como un fin en sí mismo. Es una herramienta que puede mejorar su aprendizaje e implicar más a los estudiantes.
A este respecto los docentes expresan la consideración de que la asociación entre CLIL y TICs lleva a mejorar aspectos tales como su profesionalidad, la relación con los estudiantes, la calidad de la enseñanza y la modalidad de trabajo.
En síntesis se puede decir que esta investigación ha confirmado las hipótesis propuestas al comienzo del trabajo, y de manera especial:
-    Las herramientas Web 2.0 y CLIL contribuyen a desarrollar la competencia lingüística y al mismo tiempo el conocimiento de la asignatura objeto de estudio.
-    La Web 2.0 permite el uso y desarrollo de prácticas colaborativas de aprendizaje mediante recursos tales como los blogs, wikis y webquests para manejar y administrar información.
-    Internet y la metodología CLIL permiten desarrollar habilidades cognitivas de nivel alto (HOTs), tales como la creatividad, motivar opciones, comparar resultados, explicar procesos, formular hipótesis, entre otras.
-    Internet y la Web 2.0 se caracterizan por favorecer la interactividad, la comunicación y el acceso a la información. Son ideales para la implementación de CLIL.
Además del análisis de los datos, aparece con claridad que los profesores han comprendido que la principal característica de las herramientas Web 2.0 es su capacidad para hacer trabajar a los estudiantes en forma colaborativa y cooperativa. Gracias a la metodología CLIL y a la utilización de las herramientas Web 2.0, los profesores han cambiado la organización de la clase, han favorecido una mayor interacción con y entre los estudiantes, un mayor trabajo de grupo. Queda de manifiesto la necesidad de animar al profesorado para recibir una formación específica CLIL adecuada a los métodos de enseñanza de idiomas, lo cual no se limita a una formación lingüística. CLIL y TICs requieren de un profesorado con nuevas competencias, lo que impone una reflexión y una redefinición de su formación. De manera especial se requieren competencias disciplinarias, psicopedagógicas, metodológico-didácticas, organizativas y relacionales. Se advierte la necesidad de reorientar la formación inicial y continua de los docentes incluyendo también competencias clave de carácter social, cívico y cultural. La importancia de la calidad de la formación del profesorado es un factor clave para garantizar la mejoría y la calidad del proceso educativo ofrecido al alumnado.

Por eso, estoy feliz de que este postgrado comience promovido por la  Facultad de Educación que he tenido el honor de dirigir los 8 últimos años.

¿Qué se necesita para enseñar por competencias?


O dicho de otro modo, qué competencias necesita el profesorado para poder enseñar por competencias. Y no se trata de ningún trabalenguas.
Mucho hablamos de las competencias básicas, de las competencias clave, de las competencias personales y profesionales del profesorado, tenemos una inflación de competencias. Se precisa que el profesorado del siglo XXI responda a la necesidad que existe de que la ciudadanía de este siglo reciba una formación acorde con las exigencias de tener competencias es decir, conocer sabiendo aplicar en un marco de valores adecuado al contexto.
Enseñar por competencias exige un docente capaz de aproximarse de forma:
-       interdisciplinar
-       práctica
-       lúdica
-       basada en la resolución de problemas.
-       Intuitiva
-       Creativa
-       Flexible
-       Sostenible y respetuosa con el medio ambiente
-       Curiosa
-       Paciente
-       Multicultural y multilingüe.
-       Critica y auto-evaluativa
-       Trabajando en equipo
-       Innovadora e investigadora
-       Dispuesto a seguir aprendiendo a lo largo de toda la vida.

APs2016


Bienvenidas y bienvenidos a las V JORNADAS DE APRENDIZAJE-SERVICIO. Parece que fue ayer.  Enhorabuena y agradecimiento por haber mantenido esta propuesta que va aumentando año a año. Empezamos en el viejo edificio y ahora tenemos sitio hasta para poner los posters.

Al tener que hacer los agradecimientos, y tener que hacerlo de las compañeras, nosotros también tenemos nuestro BCD (Belén, Cristina y Diana y Juan), pero especialmente, el Pilar, la profesora Arranz.

NO tendré que explicarles a Vds. lo que significa el aprendizaje – servicio aunque considero que las fronteras difusas de este concepto hagan necesaria la permanente reflexión.

"Aprendizaje - servicio" donde se indica que se trata de un aprendizaje para el estudiante y un servicio a la comunidad.
O dicho de otra manera: desarrollar contenidos curriculares, facilitando una práctica comprometida.
Una metodología con visos de una filosofía educativa.

A través de prácticas del ApS, desde distintas materias y titulaciones, se pretende aportar mayor significado y aplicación a los aprendizajes de los universitarios, permitiendo, de forma añadida, desarrollar contenidos curriculares, facilitando la práctica de la planificación, el esfuerzo, el compromiso, etc.

Según evidencian las experiencias e investigaciones sobre el tema, el ApS activa el ejercicio de todas las competencias del currículum, contemplando, como no, la de iniciativa personal y la competencia social y ciudadana.

Presenta similitudes con el Trabajo de campo, pero incorporando el objetivo de dar un servicio a la comunidad próxima, requiriendo para ello un trabajo en red con asociaciones e instituciones de la comunidad, lo cual contribuye también al compromiso social que tiene la Universidad.
 
Finalmente, queremos incidir en que la metodología de prácticas mediante Aprendizaje-Servicio tienen una fundamentación psicopedagógica que coinciden totalmente con las demandadas en el EEES: constructivismo, pedagogía activa, aprendizaje cooperativo, metodología globalizada y el principio de la actividad asociada con la proyección social.

“El verdadero éxito de la educación consiste en formar buenos ciudadanos capaces de mejorar la sociedad y no sólo su currículum personal” Roser Batle

Hubo un tiempo en el que aprendíamos ayudando a nuestros padres: al zapatero, al herrero, al agricultor, al vendedor-comercial, a cocinar, a coser, a tricotar un jersey. Hoy la época moderna deja en manos de las instituciones escolares la formación inicial de las profesiones.
Necesitamos que los aprendices vuelvan a sentir la emoción de la experiencia, el ansia de la incertidumbre y la resiliencia de los errores.

Los aprendices son los mejores para echar una mano porque el servicio, el apoyo a los demás, nos motiva. Siempre me ha sorprendido el interés y el entusiasmo que tienen los niños cuando ayudan a hacer pizza, la comida u organizar el festival del colegio.

Así, hemos convertido el aprendizaje servicio en un modo de hacer, en una metodología que casi es una ideología basada en la solidaridad y en la sostenibilidad.

En estas Jornadas se presentarán diversas experiencias pero les invito a volar más allá de la concreción de la experiencia y de los proyectos para adentrarse en la cosmovisión del mundo que sustenta esta metodología.

¿Qué significa innovar?



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Innovar significa introducir algo nuevo, pero no todo lo nuevo es innovador. A veces cambiamos para que todo siga igual. Ponerle unos faros cuadrados en lugar de redondos a un coche no es innovador, es un simple cambio. Pero si le pongo unos faros que se mueven según la dirección del coche a fin de tener una mejor visibilidad de una carretera con muchas curvas, entonces si que es innovador.

Innovar en el proceso de enseñanza, NO significa cambiar un libro de texto por unas direcciones de Internet. Innovar en el currículo significa cambiar alguna de las relaciones entre los principales elementos, entre los protagonistas, del proceso de enseñanza – aprendizaje: PROFESOR (o como le queramos llamar) – CONTENIDO  - ALUMNO.
Así encontraremos innovación en los siguientes aspectos, al menos:
        a) Los contenidos: las propuestas de globalización, interdisciplinares, el trabajo por proyectos
        b) Los recursos: utilización de las nuevas tecnologías, el trabajo sin libros de texto, los proyectos que tienen a su entorno los mass-media
        c) Los principios metodológicos: trabajo en grupo, el aprendizaje colaborativo,
        d) La organización: la integración de personas con necesidades educativas especiales, la incorporación de personas de otras culturas a la escuela, la participación de toda la comunidad educativa (alumnos, padres y profesores).
        e) La evaluación: cualquier propuesta de autoevaluación es innovadora.

La flipped classrom supone un cambio en las relaciones entre los protagonistas del proceso de enseñanza-aprendizaje y el contenido, es un cambio en el rol desempeñado por docentes y alumnos en dicho proceso.
La innovación en el flipped classroom es la respuesta a nuevas necesidades como es el crecimiento exponencial de la información, así como la oportunidad que ofrecen las Tecnologías del Aprendizaje y del Conocimiento.
Pero también es necesario la implicación de las familiasasi como de las instituciones para evitar la brecha digital  que se produce dentro de nuestras sociedad de aquellos con menos recursos materiales o con menos recursos.

Innovar significa dar respuesta a una necesidad, ya sea una necesidad nueva o bien sea una nueva respuesta más eficaz o eficiente a una necesidad ya existente.
Y es aquí, en la respuesta a las necesidades donde investigación e innovación se dan la mano.
Como señala el profesor Escudero Muñoz, la innovación tiene que ver con el análisis de las buenas prácticas, así como con la evaluación crítica de los procesos que se están llevando a cabo. Para tal proceso de reflexión es necesario que se realice internamente  pero con la participación de agentes.

Cambio de mentalidad del profesorado

A Carlos Ferrer lo conocí hace más de 20 años cuando se iniciaba el diseño de los ciclos formativos de Formación Profesional. 
A este Catedrático de Química y Análisis Industrial le pareció bien contar con la opinión de  un profesor de didáctica General  para el diseño por competencias profesionales.  
Desde entonces, sus ironías y mi actitud descreída ante cualquier maximalismo pedagógico o didáctico han convivido.

El otro día, en una clase de "Sistema Nacional de Cualificaciones" del Máster Universitario de Profesorado de las especialidades que se dirigen a los ciclos formativos de Formación Profesional, pude constatar el lavado de cerebro que se hace en los jóvenes licenciados durante los cinco años de Universidad y algunos casos los seis de Secundaria. Once años, de los 12 a los 23 son muchas horas teniendo que escuchar la "sabiduría" de un profesor como para que llegue uno de Didáctica General y les diga que lo importante no es lo que ellos saben, sino que los que no saben, aprendan.

Desafortunadamente, no sólo no aceptan mi palabra de Decano, después de 35 años de ver cómo en el proceso de enseñanza - aprendizaje lo hacemos al revés del "río de la vida"; sino que incluso las contundentes palabras, llenas de experiencia de práctica y de reflexión, de Carlos no han podido con ese pensamiento de "cuéntame lo que sabes, luego te lo "escupo" en un examen  y ya he pasado, darme el título y yo, si tengo suerte de ser contratado como profesor, seguiré haciéndolo como me enseñaron a mí aunque el contexto después de 20 años no sea ni parecido".

Los aspirantes a profesores de la FP no saben la suerte que tienen al disponer de un modelo didáctico innovador en el Boletín Oficial del Estado. Algo que no ocurre con el resto de etapas educativas. El modelo de la FP española se viene heredando, casi sin modificaciones, desde la LOGSE que fue la que reivindico a la formación profesional frente a la vía académica y de cuello blanco del Bachillerato.