#gAmonal, #NOmooc, Genocidio .. Le profezie di Pasolini in #ikaskide14 vía ☆ EZLN ✞ .. ni UN post-it más !!!


Alla mia nazione

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

Pier Paolo Pasolini

Hoy seguimos, pensando, en nuestra participacione en #ikaskide14  .. y traemos dos textos audiovisuales y poéticos desde nuestra perspectiva  ☆ EZLN ✞   Epistemología &; モⓈ下-ÊⓣⓘⓒÄ ℈dudadá ( @UTSAnaDna, que aportamos al debate .. el primero un poema recitado por Vittorio Gassman de Pasolini "Alla mia nazione" , ahora que fué recién elegido el Presidente del Parlamento Europeo ... del cártel del III Reich al IV Reich .. del PANZER al EURO ... y que habló sin ambages de la preocupación por una guerra en europa .. eso , mientras en Japón se cambia la constitución para introducir la llamada  'auto-defensa colectiva'  (desde el fin de la segunda guerra de invasión nazi fascista japones del mundo ) con la aquiescencia de USA ...   que casualidad que cuando el PIB de Italia y España supera el aleman y el paro aleman era muy superior al de estos paises 2007 .. se "concreta-inventa" una CRISIS que destruye a los PIG's (Italia, Portugal, España, Grecia...) y los pone bajo el yugo de la bota del REICH ( de nuevo genocidio de los pueblos ... del PANZER al EURO? ) .... y la segunda ... un video... sobre una alocución de Pasolini en la  Festa dell'Unità a Milano nell'estate del 1974 ... UN AÑO clave en la #Intransicion franquista deuchstland IV REICH diseñada por Kissinger y Willy Brandt y la fuerzas internas del régimen Juan Franco I  ... kabooommm Carrero !!! ...



Así nos presentan en YouTube ... el texto audiovisual de arriba:

Riportiamo il testo parziale di un intervento di Pasolini ad una Festa dell'Unità a Milano nell'estate del 1974. Lo abbiamo letto nel nostro incontro e vale più di mille spiegazioni: "[...] Questo solo per dare un breve riassunto della mia visione infernale, che purtroppo io vivo esistenzialmente. Perché questa tragedia in almeno due terzi dell'Italia? Perché questo genocidio dovuto all'acculturazione imposta subdolamente dalle classi dominanti? Ma perché la classe dominante ha scisso nettamente «progresso» e «sviluppo». Ad essa interessa solo lo sviluppo, perché solo da lì trae i suoi profitti. Bisogna farla una buona volta una distinzione drastica tra i due termini: «progresso» e «sviluppo». Si può concepire uno sviluppo senza progresso, cosa mostruosa che è quella che viviamo in circa due terzi dell'Italia; ma in fondo si può concepire anche un progresso senza sviluppo, come accadrebbe se in certe zone contadine si applicassero nuovi modi di vita culturale e civile anche senza, o con un minimo di sviluppo materiale. Quello che occorre -- ed è qui a mio parere il ruolo del partito comunista e degli intellettuali progressisti -- è prendere coscienza di questa dissociazione atroce e renderne coscienti le masse popolari perché appunto essa scompaia, e sviluppo e progresso coincidano. [...]". 

Aquí por último
Genocidio 
di Pier Paolo Pasolini
["Si tratta di un intervento orale alla Festa dell’Unità di Milano (Estate 1974). La stesura scritta è dovuta alla redazione di “Rinascita”. Vi si sente la mia “voce” ed è per questo che non escludo dal volume questo scritto ripetitivo e ostinato". - Pubblicato su “Rinascita” il 27 settembre 1974 - Ora in Scritti corsari, Garzanti, Milano 1975]

Vorrete scusare qualche mia imprecisione o incertezza terminologica. La materia - si è premesso - non è letteraria, e disgrazia o fortuna vuole che io sia un letterato, e che perciò non possegga soprattutto linguisticamente i termini per trattarla. E ancora una premessa: ciò che dirò non è frutto di un’esperienza politica nel senso specifico, e per così dire professionale deIla parola, ma di un’esperienza che direi quasi esistenziale.
Dirò subito, e l’avrete già intuito, che la mia tesi è molto più pessimistica, più acremente e dolorosamente critica di quella di Napolitano. Essa ha come tema conduttore il genocidio: ritengo cioè che la distruzione e sostituzione di valori nella società italiana di oggi porti, anche senza carneficine e fucilazioni di massa, alla soppressione di larghe zone della società stessa. Non è del resto un’affermazione totalmente eretica o eterodossa. C’è già nel Manifesto di Marx un passo che descrive con chiarezza e precisione estreme il genocidio ad opera della borghesia nei riguardi di determinati strati delle classi dominate, soprattutto non operai, ma sottoproletari o certe popolazioni coloniali. Oggi l’Italia sta vivendo in maniera drammatica per la prima volta questo fenomeno: larghi strati, che erano rimasti per così dire fuori della storia - la storia del dominio borghese e della rivoluzione borghese - hanno subito questo genocidio, ossia questa assimilazione al modo e alla qualità di vita della borghesia.
Come avviene questa sostituzione di valori? Io sostengo che oggi essa avviene clandestinamente, attraverso una sorta di persuasione occulta. Mentre ai tempi di Marx era ancora la violenza esplicita, aperta, la conquista coloniale, l’imposizione violenta, oggi i modi sono molto più sottili, abili e complessi, il processo è molto più tecnicamente maturo e profondo. I nuovi valori vengono sostituiti a quelli antichi di soppiatto, forse non occorre nemmeno dichiararlo dato che i grandi discorsi ideologici sono pressoché sconosciuti alle masse (la televisione, per fare un esempio su cui tornerò, non ha certo diffuso il discorso di Cefis agli allievi dell’Accademia di Modena).
Mi spiegherò meglio tornando al mio solito modo di parlare, cioè quello del letterato. In questi giorni sto scrivendo il passo di una mia opera in cui affronto questo tema in. modo appunto imrnaginoso, metaforico: immagino una specie di discesa agli inferi, dove, il protagonista, per fare esperienza del genocidio di cui parlavo, percorre la strada principale di una borgata di una grande città meridionale, probabilmente Roma, e gli appare una serie di visioni ciascuna delle quali corrisponde a una delle strade trasversali che sboccano su quella centrale. Ognuna di esse è una specie di bolgia, di girone infernale della Divina Commedia: all’imbocco c’è un determinato modello di vita messo lì di soppiatto dal potere, al quale soprattutto i giovani, e più ancora i ragazzi, che vivono nella strada, si adeguano rapidamente. Essi hanno perduto il loro antico modello di vita, quello che realizzavano vivendo e di cui in qualche modo erano contenti e persino fieri anche se implicava tutte le miserie e i lati negativi che c’erano ed erano - sono d’accordo - quelli qui elencati da Napolitano: e adesso
cercano di imitare il modello nuovo messo lì dalla classe dominante di nascosto. Naturalmente, io elenco tutta una serie di modelli di comportamento, una quindicina, corrispondenti a dieci gironi e cinque bolgie. Accennerò, per brevità, solo a tre; ma premetto ancora che la mia è una città del centro-sud, e il discorso vale solo relativamente per la gente che vive a Milano, a Torino, a Bologna ecc.
Per esempio, c’è il modello che presiede a un certo edonismo interclassista, il quale impone ai giovani che incoscientemente lo imitano, di adeguarsi nel comportamento, nel vestire, nelle scarpe, nel modo di pettinarsi o di sorridere, nell’agire o nel gestire a ciò che vedono nella pubblicità dei grandi prodotti industriali: pubblicità che si riferisce, quasi razzisticamente, al modo di vita piccolo-borghese. I risultati sono evidentemente penosi, perché un giovane povero di Roma non è ancora in grado di realizzare questi modelli, e ciò crea in lui ansie e frustrazioni che lo portano alle soglie della nevrosi. Oppure, c’è il modello della falsa tolleranza, della perrnissività. Nelle grandi città e nelle campagne del centro-sud vigeva ancora un certo tipo di morale popolare, piuttosto libero, certo, ma con tabù che erano suoi e non della borghesia, non l’ipocrisia, ad esempio, ma semplicemente una sorta di codice a cui tutto il popolo si atteneva. A un certo punto il potere ha avuto bisogno di un tipo diverso di suddito, che fosse prima di tutto un consumatore, e non era un consumatore perfetto se non gli si concedeva una certa permissività in campo sessuale. Ma anche a questo modello il giovane dell’Italia arretrata cerca di adeguarsi in modo goffo, disperato e sempre nevrotizzante. O infine un terzo modello, quello che io chiamo dell’afasia, della perdita della capacità linguistica. Tutta l’Italia centro-meridionale aveva proprie tradizioni regionali, o cittadine, di una lingua viva, di un dialetto che era rigenerato da continue invenzioni, e all’interno di questo dialetto, di gerghi ricchi - di invenzioni quasi poetiche: a cui contribuivano tutti, giorno per giorno, ogni serata nasceva una battuta nuova, una spinitosaggine, una parola imprevista; c’era una meravigliosa vitalità linguistica. Il modello messo ora lì dalla classe dominante li ha bloccati linguisticamente: a Roma, per esempio, non si è più capaci di inventare, si è caduti in una specie di nevrosi afasica; o si parla una lingua finta, che non conosce difficoltà e resistenze, come se tutto fosse facilmente parlabile - ci si esprime come nei libri stampati - oppure si arriva addirittura alla vera e propria afasia nel senso clinico della parola; si è incapaci di inventare metafore e movimenti linguistici reali, quasi si mugola, o ci si danno spintoni, o si sghignazza senza saper dire altro.
Questo solo per dare un breve riassunto della mia visione infernale, che purtroppo io vivo esistenzialmente. Perché questa tragedia in almeno due terzi d’Italia? Perché questo genocidio dovuto all’acculturazione imposta subdolamente dalle classi dominanti? Ma perché la classe dominante ha scisso nettamente «progresso» e «sviluppo». Ad essa interessa solo lo sviluppo, perché solo da lì trae i suoi profitti. Bisogna farla una buona volta una distinzione drastica tra i due termini: «progresso» e «sviluppo». Si può concepire uno sviluppo senza progresso, cosa mostruosa che è quella che viviamo in circa due terzi d’Italia; ma in fondo si può concepire anche un progresso senza sviluppo, come accadrebbe se in certe zone contadine si applicassero nuovi modi di vita culturale e civile anche senza, o con un minimo di sviluppo materiale. Quello che occorre - ed è qui a mio parere il ruolo del partito comunista e degli intellettuali progressisti - è prendere coscienza di questa dissociazione atroce e renderne coscienti le masse popolari perché appunto essa scompaia, e sviluppo e progresso coincidano.
Qual è invece lo sviluppo che questo potere vuole? Se volete capirlo meglio, leggete quel discorso di Cefis agli allievi di Modena che citavo prima, e vi troverete una nozione di sviluppo come potere multinazionale - o transnazionale come dicono i sociologhi - fondato fra l’altro su un esercito non più nazionale, tecnologicamente avanzatissimo, ma estraneo alla realtà del proprio paese. Tutto questo dà un colpo di spugna al fascismo tradizionale, che si fondava sul nazionalismo o sul clericalismo, vecchi ideali, naturalmente falsi; ma in realtà si sta assestando una forma di fascismo completamente nuova e ancora più pericolosa. Mi spiego meglio. È in corso nel nostro paese, come ho detto, una sostituzione di valori e di modelli, sulla quale hanno avuto grande peso i mezzi di comunicazione di massa e in primo luogo la televisione. Con questo non sostengo affatto che tali mezzi siano in sé negativi: sono anzi d’accordo che potrebbero costituire un grande strumento di progresso culturale; ma finora sono stati, così come li hanno usati, un mezzo di spaventoso regresso, di sviluppo appunto senza progresso, di genocidio culturale per due terzi almeno degli italiani. Visti in questa luce, anche i risultati del 12 maggio contengono un elemento di ambiguità. Secondo me ai «no» * ha contribuito potentemente anche la televisione, che, ad esempio, in questi vent’anni ha nettamente svalutato ogni contenuto religioso: oh sì, abbiamo visto spesso il Papa benedire, i cardinali inaugurare, abbiamo visto processioni e funerali, ma erano fatti controproducenti ai fini della coscienza religiosa. Di fatto, avveniva invece, almeno a livello inconscio, un profondo processo di laicizzazione, che consegnava le masse del centro-sud al potere dei mass-media e attraverso questi all’ideologia reale del potere: all’edonismo del potere consumistico.
Per questo mi è accaduto di dire - in maniera troppo violenta ed esagitata, forse - che nel «no» vi è una doppia anima: da una parte un progresso reale e cosciente, in cui i comunisti e la sinistra hanno avuto un grande ruolo; dall’altra un progresso falso, per cui l’italiano accetta il divorzio per le esigenze laicizzanti del potere borghese: perché chi accetta il divorzio è un buon consumatore. Ecco perché, per amore di Verità e per senso dolorosamente critico, io posso giungere anche a una previsione di tipo apocalittico, ed è questa: se dovesse prevalere, nella massa dei «no», la parte che vi ha avuto il potere, sarebbe la fine della nostra società. Non accadrà, perché appunto in Italia c’è un forte Partito comunista, c’è una intelligencjia abbastanza avanzata e progressista; ma il pericolo c’è. La distruzione di valori in corso non implica una immediata sostituzione di altri valori, col loro bene e il loro male, col necessario miglioramento del tenore di vita e insieme con un reale progresso culturale. C’è, nel mezzo, un momento di imponderabilità, ed è appunto quello che stiamo vivendo; e qui sta il grande, tragico pericolo. Pensate a cosa può significare in queste condizioni una recessione e non potete certo non rabbrividire se vi si affaccia anche per un istante il parallelo - forse arbitrario, forse romanzesco - con la Germania degli anni trenta. Qualche analogia il nostro processo di industrializzazione degli ultimi dieci anni con quello tedesco di allora ce l’ha: fu in tali condizioni che il consumismo aprì la strada; con la recessione del ‘20, al nazismo.
Ecco l’angoscia di un uomo della mia generazione, che ha visto la guerra, i nazisti, le ss, che ne ha subito un trauma mai totalmente vinto. Quando vedo intorno a me i giovani che stanno perdendo gli antichi valori popolari e assorbono i nuovi modelli imposti dal capitalismo, rischiando così una forma di disumanità, una forma di atroce afasia, una brutale assenza di capacità critiche, una faziosa passività, ricordo che queste erano appunto le forme tipiche delle ss: e vedo così stendersi sulle nostre città l’ombra orrenda della croce uncinata. Una visione apocalittica, certamente, la mia. Ma se accanto ad essa e all’angoscia che la produce, non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, il pensiero cioè che esiste la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a parlare.
* Si tratta dei “no” al referendum con il quale era richiesta, dalla Dc e altri, l’abrogazione della legge sul divorzio. [torna al testo]

 Fuentes: [youtube ]

#ikaskide14 .. no estamoh lokos !! … #Intransicion e #Incomunicación en RED …(H) ados ..del sistema explicaDOR pReda-GO-gia




Utsa moldatzeko joak
ezpaitute soñurik...
biotzarentzat baizik...

Y es que los golpes para moldear el vacío
no emiten sonido alguno...
más que para el corazón...

Antonio Valverde "Ayalde" cuando en el poema Utsa le replica a Oteiza que el ser vasco no está en UTSA , ni en el cromlech ...  

Hoy traemos a este espacio ... el anuncio, que de nuevo, estaremos en Donostia en #ikaskide14 .. en las I Jornadas , estuvimos solitos charlando sobre  Epistemología & モⓈ下-ÊⓣⓘⓒÄ ℈dudadá.. llevamos jamonsito y gazpacho der súh  ... despues de un re-encuentro martes, 19 de noviembre de 2013 @UTSAlab (II) , Ilusionismo social (I) & #ROBOticIBERIA (III) #euroboticsweek13 : ☆ EZLN ✞ ... la invasión de los ladrones de cuerpos... sobre estética y astucias . Borges .. #Universidad es #educación ?  estuvimos en los previos de esta segunda en  ... estuvimos bien acompañaitos por Javier Encina y su ilusionismo social ... y ahora ... completamos .. el trío.. quienes más se nos aunarán ..? ummm . y es q no estamos solos q sabemos lo que queremos, vive la vida igual q si fuera un sueño ...  y buscaréeeeeee ;-)...
 de dónde, de estos encuentros ha surgido @UTSAnaDná  (antes @UTSAlab ).. de la que ya hablaremos .. ese cruce q quiere recuperar el lao atlántico  ... la ruta de la plata q une Zeviya CalYFlato IndePendiente con Asturies y Donostia ...  ... pero a lo que íbamos ..
Tendremos dos interVEN-si-ONES acci-ONES :

1)
DEBATE-REFLEXIÓN
EDUCACIÓN PÁ QUÉ ?. APRENDIZAJE EN ESPACIOS Y TIEMPOS COTIDIANOS
Javier Encina – Juan José Calderón – Ainhoa Ezeiza
Idioma: Castellano (documental en euskera, subtitulado en castellano) 

2)
DESEMPODERAMIENTO: LINGÚÍSTICO, ESTÉTICO Y COMUNITARIO
Javier Encina – Juan José Calderón – Ainhoa Ezeiza

* Se requiere leer el siguiente material previamente al seminario:
Idioma: Castellano / Euskera

Y es que como decimos en el título del post, ... entre (H)ados, duendes y drones ...  er chocolate.. carcelero ..

Y ahí andamos , enredando ... entre grupos y grupas ...  así que recordemos a la revolución francesa ... justo antes es donde se quedó enganchá la España Patraña que padecemos con su contrareforma perpetua ..  perpetuada y perpetrada por el antiguo régimen que nos desgobierna, ..SIIII!!!! aún ... así que desde +EstacionCadeaux Sevilla  .. un espacio, que queremos de cosas bonitas, libre cuan se puede ser libre ... que recién hemos estrenado, familiarmente y con amigas y amigos ... traemos a JAcotot .. y recordamos los carteles revolusionarios de la época ... una visión del aprendizaje entre iGUALES ... ANTIgua ... pero cuan necesario hoy recordar a nuestros buenos antepasados ... que como dijeron los de Tiqqun ... Llamamiento



"La revelación que se apoderó de Joseph Jacotot se concentra en esto: es necesario invertir la lógica del sistema explicador. La explicación no es necesaria para remediar una incapacidad de comprensión.Todo lo contrario, esta incapacidad es la ficción que estructura la concepción explicadora del mundo. El explicador es el que necesita del incapaz y no al revés, es él el que constituye al incapaz como tal.Explicar alguna cosa a alguien, es primero demostrarle que no puede comprenderla por sí mismo. Antes de ser el acto del pedagogo, la explicación es el mito de la pedagogía, la parábola de un mundo dividido en espíritus sabios y espíritus ignorantes, espíritus maduros e inmaduros, capaces e incapaces, inteligentes y estúpidos La trampa del explicador consiste en este doble gesto inaugural. Por un lado, es él quien decreta el comienzo absoluto: sólo ahora va a comenzar el acto de aprender. Por otro lado, sobre todas las cosas que deben aprenderse, es él quien lanza ese velo de la ignorancia que luego se encargará de levantar. Hasta que él llegó, el niño tanteó a ciegas, adivinando. Ahora es cuando va a aprender. Oía las palabras y las repetía. Ahora se trata de leer y no entenderá las palabras si no entiende las sílabas, las sílabas si no entiende las letras que ni el libro ni sus padres podrían hacerle entender, tan sólo puede la palabra del maestro. El mito pedagógico, decíamos, divide el mundo en dos. Pero es necesario decir más precisamente que divide la inteligencia en dos. Lo que dice es que existe una inteligencia inferior y una inteligencia superior. La primera registra al azar las percepciones, retiene, interpreta y repite empíricamente, en el estrecho círculo de las costumbres y de las necesidades. Esa es la inteligencia del niño pequeño y del hombre del pueblo. La segunda conoce las cosas a través de la razón, procede por método, de lo simple a lo complejo, de la parte al todo. Es ella la que permite al maestro transmitir sus conocimientos adaptándolos a las capacidades intelectuales del alumno y la que permite comprobar que el alumno ha comprendido bien lo que ha aprendido. Tal es el principio de la explicación. Tal será en adelante para Jacotot el principio del atontamiento."


Para terminar traemos a Ivan Illich
11

Anticipo aquí el concepto de equilibrio multidimensional de la vida humana. Dentro del espacio que traza este concepto, podremos analizar la relación del hombre con su herramienta. Aplicando "el análisis dimensional" esta relación adquirirá una significación absoluta "natural". En cada una de sus dimensiones, este equilibrio de la vida humana corresponde a una escala natural determinada. Cuando una labor con herramientas sobrepasa un umbral definido por la escala ad hoc, se vuelve contra su fin, amenazando luego destruir el cuerpo social en su totalidad. Es menester determinar con precisión estas escalas y los umbrales que permitan circunscribir el campo de la supervivencia humana.
En la etapa avanzada de la producción en masa, una sociedad produce su propia destrucción. Se desnaturaliza la naturaleza: el hombre, desarraigado, castrado en su creatividad, queda encarcelado en su cápsula individual. La colectividad pasa a regirse por el juego combinado de una exacerbada polarización y de una extrema especialización. La continua preocupación por renovar modelos y mercancías produce una aceleración del cambio que destruye el recurso al precedente como guía de la acción. El monopolio del modo de producción industrial convierte a los hombres en materia prima elaboradora de la herramienta. Y esto ya es insoportable. Poco importa que se trate de un monopolio privado o público, la degradación de la naturaleza, la destrucción de los lazos sociales y la desintegración del hombre nunca podrán servir al pueblo.
Las ideologías imperantes sacan a luz las contradicciones de la sociedad capitalista. No presentan un cuadro que permita analizar la crisis del modo de producción industrial. Yo espero que algún día, con suficiente vigor y rigor, se formule una teoría general de la industrialización, para que enfrente el asalto de la crítica.

La convivencialidad. Ivan Illich


Ah! se me orvidaba salvo estos toritos , q como dice el maeztro +MiKeL Ortiz de Etxebarria  .. hablamos de ná .. hay muchísima buena gente inteligente en las jornadas ... aquí os dejo el programa y su presentación
Uztailaren 14 eta 15ean jardunaldi bat egingo dugu irakasleentzat, gizarte eragileentzat, zientzia dibulgatzaileentzat, unibertsitateko eta unibertsitatetik kanpoko gazteentzat eta oro har, ikasteko bestelako moduak ezagutu nahi dituen edonorentzat, IKASKIDETZA SAREAproiektuaren testuinguruan.

Ekitaldia Donostiako Irakasleen Unibertsitate Eskolan izango da (Oñati plaza, 3, Donostia. Gipuzkoako Campusa. UPV/EHU).

Gai hauek izango ditugu hizpide: hiritar partaidetza, ekintzailetza eta berrikuntza, kultura zientifikoa, bideojokoak, gizarte teknologia, robotika ikasgelan, belaunaldiartekotasuna, eta bizitza aktiboa. Programan askotariko jarduerak eta tailerrak izango dira eta hiru jarduera gehigarri izango ditu: “81 amama” filmaren aurkezpena bere zuzendariaren laguntzaz, “Ahaluztea eta gizarte partaidetza” mintegia eta “Robotika inprimagarriko tailerra”.

Jardunaldien behin-behineko programa eta izenemate-orria webgunean bertan dago eskuragarri:  http://www.ikaskidetza.org.

Eskertuko genizueke jardunaldien berri ematen lagun diezaguzuen, interesa izan dezaketen pertsonengana iristeko. Edozein zalantza edo galdera egiteko, hauxe duzue gure eposta:ikaskidetza@gmail.com

Animatu eta hurbildu jardunaldietara!
Ikaskidetza Sarea - Red de Coaprendizaje
El 14 y 15 de Julio se celebra una jornada destinada a docentes, agentes sociales, divulgadores científicos,  jóvenes universitarios y no universitarios y público interesado en participar en redes y otras formas de aprender, dentro del marco del proyectoIKASKIDETZA SAREA.

El evento tendrá lugar en la Escuela Universitaria de Magisterio de San Sebastián(plaza Oñati, 3, San Sebastián. Campus de Gipuzkoa. UPV/EHU).

Trataremos temas de participación ciudadana, emprendizaje-innovación, cultura científica,  videojuegos, tecnología social, robótica en las aulas, transgeneracionalidad, y vida activa. Un programa con actividades y  talleres diversos y con tres actividades adicionales: Presentación del film “81 amama” con la participación de su directora, el seminario sobre “Desempoderamiento y participación social” y el “Taller de Robótica Imprimible”.

El programa provisional de las jornadas y la hoja de inscripción están accesibles en la web:  http://www.ikaskidetza.org.

Rogamos nos ayudeis a dar la mayor difusión posible para que esta información pueda llegar a todas las personas interesadas. Atenderemos cualquier duda o cuestión a través del correo de las jornadas: ikaskidetza@gmail.com  

¡Anímate y acércate a las jornadas!
Ikaskidetza Sarea - Red de Coaprendizaje

II Jornadas de Aprendizaje Informal y Comunicación en Red

Más información: http://www.ikaskidetza.org
14/07/2014
Salón de Actos
Aula 1.3
09:00-09:30
Acreditaciones

09:30-09:45
Bienvenida y apertura oficial de las jornadas

09:45-10:30
VISIÓN GENERAL
Qué es Ikaskidetza Sarea, Red de Coaprendizaje. Actividades desarrolladas en #ikaskide1314
Mertxe J. Badiola y Ainhoa Ezeiza
Idioma: Euskara / Castellano

10:30-11:30
LÍNEA ROBÓTICA EDUCATIVA
Proyecto E&P Sarea.
Experiencia de docentes que han participado en el proyecto.
Iñaki Zarauz Leoz (Orioko Herri Eskola), Itxaso Alonso (The English School)
Idioma: Euskara/Castellano
LÍNEA DE CREATIVIDAD E INNOVACIÓN
Se presentarán las bases teóricas y metodológicas de las actividades / talleres:
  • En esta acción se presentarán todos los talleres realizados, explicitando el enfoque y metodología de los mismos.
  • Se asociarán los Talleres con la visión general de Ikaskidetza Sarea y se relacionarán con el ALV.
  • Se hará también referencia a la línea de investigación iniciada acerca del aprendizaje informal y el ALV en el ámbito empresarial-organizacional.
Idioma: Castellano
11:30-12:00
Café
Café
12:00-13:00
LÍNEA #KULTURAZIENTIFIKOA
Reflexiones en torno a las actividades llevadas a cabo en el Campus de Gipuzkoa sobre el desarrollo de la cultura científica en euskera y la participación de los estudiantes.
Ainhoa Ezeiza
Idioma: Euskara
LÍNEA ROBOTICA EDUCATIVA
Dinámicas de Aula para la introducción de la robótica transversalmente en las etapas de Primaria y Secundaria.
Taller de electrónica creativa abierto al público infantil y juvenil
Idioma: Castellano
13:00-14:00
LÍNEA VIDEOJUEGOS
El lenguaje y la construcción narrativa en los videojuegos.
Ponencia: Daniel Miera Arnaiz
Doctorando Departamento de Comunicación Audiovisual y Publicidad UPV/EHU
Idioma: Castellano

14:00-16:00
Comida (no incluida en la inscripción)

16:00-17:30
LÍNEA VIDA ACTIVA
Deporte profesional y vida cotidiana. Mesa de debate. Aritz Olagoi
Idioma: Euskara
LÍNEA DE CREATIVIDAD E INNOVACIÓN
Taller acerca de creatividad e innovación, finalizando con una actividad utilizando la metodología de STORYTELLING que permita a las personas participantes relatar los aprendizajes adquiridos durante la propia actividad, visibilizándolos:
  • Aplicaciones directas a la “vida diaria” – cotidiana de los aprendizajes adquiridos.
  • Aplicaciones de los aprendizajes a su trayectoria laboral – profesional.
  • Aplicaciones directas del aprendizaje a situaciones de la “vida social”.
Idioma: Castellano
17:30-18:00
Café
Café
18:00-19:30
PROYECTOS AFINES A IKASKIDETZA
Presentación de proyectos afines o relacionados de alguna forma con la Red Ikaskidetza:
  • INCUBEGG, ARDUKUBO, IZAR GALAKTIK
  • EUROPEAN ROBOTICS WEEK
  • KFÉ INNOVACIÓN
  • PINTXO DEVELOPERS
  • IMPRESION 3D Y CULTURA MAKER
Idioma: Castellano

15/07/2014
Salón de Actos
Aula 1.3
09:30-09:45
Preparando el día …

09:45-12:00
DEBATE-REFLEXIÓN
EDUCACIÓN PÁ QUÉ. APRENDIZAJE EN ESPACIOS Y TIEMPOS COTIDIANOS
Javier Encina – Juan José Calderón – Ainhoa Ezeiza
Idioma: Castellano (documental en euskera, subtitulado en castellano)
LÍNEA TECNOLOGÍA SOCIAL
Taller de Geolocalización Activa (en exterior)
Idioma: Euskara
12:00-12:30
Café
Café
12:30-13:30
MESA FINAL
Conclusiones de la jornada y del proyecto #ikaskide1314

13:30 16:00
Comida (no incluida en la inscripción)
Comida (no incluida en la inscripción)
16:00-18:30
DEBATE-REFLEXIÓN
Presentación y debate del film documental “81 amama” (http://81amama.com/)
Mesa tertulia: Transgeneracionalidad y la perspectiva femenina.
Idioma: Castellano
LINEA TECNOLOGÍA SOCIAL
Presentación de la línea y que acciones/actividades se han abordado
Taller de Social Media y posicionamiento personal por Amaia Larrea.
Idioma: Euskara
ACTIVIDADES ADICIONALES
16/07/2014SEMINARIO – EU MAGISTERIOHIRIKILABS
10:00-13:00
DESEMPODERAMIENTO: LINGÚÍSTICO, ESTÉTICO Y COMUNITARIO
Javier Encina – Juan José Calderón – Ainhoa Ezeiza
* Se requiere leer el siguiente material previamente al seminario:
Idioma: Castellano / Euskera
TALLER DE ROBÓTICA IMPRIMIBLE
Idioma: Castellano

#mooteu14 : Moodle Moot Euskadi 2014. Call for Papers … Junio



Hoy traemos a este espacio a  la Moodle Moot Euskadi de 2014 , comenzamos con un videito de la gurusa Itziar Kerexeta de Fundación EDE (salúos y salú desde Zeviya CalYFlato IndePendiente...será lo mismo una gurusa q un gurú? #porpreguntáNOmas )  con el gurú  Martin Dougiamas  .. er que dejó a WebCt pa montá su propio LMS  "Moodle" objeto de la convocatoria ..  ;-) será un éxito seguro  .. y aquí la información :

Lo primero que os dejamos es el concurso de logotipos :

Logotipo lehiaketa - Concurso logotipo

EDE Fundazioak ideiak sortzeko prozesutik hasita parte-hartzea sustatu nahi du eta horregatik jardunaldiko logoa asmatzeko lehiaketa martxan jarri du, komunikatzeko garaian gizarteratzeko erabiliko duen irudia alegia. Parte-hartzaileek jardunaldiko esanahia irudikatu beharko dute eta Antolaketa Batzordeak sormena eta originaltasuna baloratuko ditu.  Logoaren egilea aintzat hartuko dugu jardunaldian bertan.
Jardunaldiak BIZITZA OSOAN ZEHARREKO IKASKUNTZA gaia hartu du aurten. EDE Fundazioa helduen formakuntza iraunkorran 30 urtez darama lanean, parte-hartze dinamikekin, e-formalak deritzan espaziotan, praktika eta errealitatea azpimarratuz eta talde-dinamikak erabiliz. Gure misioa pertsonen eta erakundeen gizarte-sustapena da. Ekintza-Hausnarketa-Ekintza metodologiak, talde eta ikaskuntza zikloak gure funtsan zati garrantzitsuak dira. Talde eta norberan prozesu eta erritmoekiko errespetua gure formakuntza prozesuen giltzarri dira ere.

Lehiaketako oinarriak

  • Nahi duten pertsona guztiek daukate parte-hartzea, nahi adina lan kopuru aurkeztuz.
  • Logotipoan "Moodlemoot  Euskadi 2014" hitzak agertu behar dute.
  • Lanak bidaltzeko epea martxoaren 31n bukatzen da.
  • Logoak originalak eta argitaragabekoak izan behar dute eta beste lehiaketetan saritu, aurkeztu edo aukeratugabeak izan behar dute.
  • Aukeratutako gaia Moodlemoot Euskadi 2014ko eremuekin lotuta egon behar du. Moodlemoot Euskadi 2014ko jardunaldiko izenburua hauxe da: BIZITZA OSOAN ZEHARREKO IKASKUNTZA. EDE Fundazioak eta moodle-ren koloreak erabiltzea baloratuko da (urdina-horia)
  • Proposamenak  elearning@fundacionede.org helbidera bidali behar dira. Egileak mezuan bere datu pertsonalak ere bidaliko ditu (izen-abizenak, IFZ, helbidea eta telefonoa).
  • Moodlemoot Euskadi 2014ko logo ofizialan hautaketa jardunaldiko Facebookeko orrian eta twitter-en bidez #mooteu14-a hastagarekin argitaratuko da apirilak 4ean 
  • Saria tablet bat izango da, animatu parte hartzen!

Concurso Logotipo

Fundación EDE  quiere fomentar la participación en el Moodlemoot  Euskadi 2014 desde su proceso de ideación, por lo que ha puesto en marcha un concurso para crear el logo del evento, es decir, la imagen que se socializará a la hora de comunicar la celebración de la jornada.
Los participantes deberán ilustrar en el logo el significado de la jornada y el Comité Organizador valorará la creatividad y originalidad. El autor del logo elegido recibirá un reconocimiento en la propia jornada.
La jornada tiene este año como tema elegido APRENDIZAJE A LO LARGO DE LA VIDA. En Fundación EDE trabajamos en formación continua de adultos desde hace 30 años, con dinámicas participativas, en espacios denominados no formales, incidiendo en la práctica, en la realidad, y en las dinámicas grupales. Nuestra misión es la promoción social de las personas y las organizaciones. Metodologías como Acción- Reflexión-Acción, ciclos de aprendizaje y de los grupos, son parte significativa de nuestra esencia. El respeto a los procesos y ritmos personales y grupales también son claves de nuestros procesos formativos.

Bases del concurso

  • Pueden participar todas las personas que lo deseen, con un número libre de obras por autor/a.
  • En el logotipo deben aparecer las palabras "Moodlemoot  Euskadi 2014"
  • El plazo para enviar propuestas finalizará el 31 de marzo.
  • Los logos deben ser originales e inéditos, y no haber sido premiados, ni presentados o seleccionados en otros concursos.
  • El tema elegido para idear el logo versará sobre cualquier ámbito que pueda vincularse a la jornada Moodlemoot Euskadi 2014. El título de la jornada Moodlemoot Euskadi 2014 es: APRENDIZAJE A LO LARGO DE LA VIDA. Se valorará la utilización de los colores corporativos de Fundación EDE y Moodle, azul y amarillo.
  • El logo inventado debe ser enviado en formato PDF de alta resolución.
  • Las propuestas se enviarán a la dirección elearning@fundacionede.org. El autor enviará también en el email sus datos personales (nombre, apellidos, NIF, dirección y teléfono).
  • La elección del logo oficial de Moodlemoot Euskadi 2014 se notificará el 4 de abril a través de la página del evento en Facebook y a través de twitter con el hastag #mooteu14
  • El premio del concurso será una tablet, anímate a participar!

Patrocinadores , Organizadores
mondragon unibertsitatea
logo de Nazaret
logo de Hirukide
logo de Ausolan
Tknika
UPV
logo de CV&A
logo de Euskaltel

Organización

FundaciónEDE organiza la MoodleMoot Euskadi 2014

Contacto

Podéis utilizar los foros del sitio o twitter para cualquier duda. Podéis contactar directamente con la organización a través del email:

Fechas

- 4 de febrero: se abre el plazo para la inscripción de asistentes
- 4 de abril: fin de plazo para la entrega de resúmenes
- 11 de abril: comunicación de la aceptación de envíos
12 de mayo: publicación de programa y apertura de inscripción de asistentes
Realización de la jornada 13 de Junio del 2014

Ubicación

Edificio Kastrexana junto al albergue de Bilbao

Por último os dejo : los enlaces para envío de propuestas, que , como ya sabemos, los usuarios de Moodle , lo adoran ;-) .. así que to la web, como no podía ser de otra manera, es un Moodle .. ;-) salúos y salú .. y disfruten del encuentro !!!

(leer más...) Fuente: [ #mooteu14  ]

#Heziberri2020 Heziberri 2020 . Marco Modelo Educativo Pedagógico Eusko Jaurlaritza …#NOmooc y Nuba andalusí (X) : Euskal Herria etenik gabe aurrera /// ez da geldituko !!! ;-)




Mi profesora de primero de BUP en el Instituto San Isidoro en Zeviya CalYflato IndePendiente , que de reinos de taifas argo entendemos,  era Navarrica , unos 50 años como tengo yo ahora .. y entonces, yo 14 años, a un amigo de ascendencia zamorana y a mi nos llamaba "viejos prematuros" .. arte la mushasha, mucho hablamos de la historia de sus pueblos !!! ... ;-)  ahí tienen en la foto una enorme bandera de Navarra en Tolosa  Gipuzkoa ... ;-)   .. pero vamos a lo que vamos... En EuskalHerria, el Pais Vasco, Euskadi, Vascongadas ,.. #quenoeslomismo .. #peroesigual ...... según les gusten llamar  ;-). ... muchas de los problemas que tenemos son fruto de la univicidad y tiranía de los modos de entender el mundo UNA BANDERA, UN PUEBLO, UN PAIS .. y de no comprender su pluralidad , no hay uno hay pueblos, banderas, ...  En esta CAV (Comunidad Autónoma Vasca) nomenClator ofisiá se esta dando, a mi humilde modo de entender los movimientos en educación y pedagogía más interesantes de todo el estado a "nivel global institucional" ...  hemos estado en este blogcito muy pendientes de todas esas iniciativas  ejemplos con #Sarezkuntza  o #Ikaskidetza , como dos ideas, proyectos a los que nos hemos acercado y participado en un caso y ..convivido y participado desde el principio en el segundo ..  así que mientras no vemos procesos de participación ni de implicación en el resto del Estado sino para imponer a todos los actores lo que la "cúpula política"  desde arriba, cree u opina sobre el tema , .. si es que tiene "alguna percepción " de la importancia VITAL , transcendental del tema .. q no lo creo .. no en vano, el MAYOR FRACASO  de la pseudo demoGrasia que padecemos es haber obviado la centralidad en el desarrollo de un pueblo de su educación ... 

Pensando en las taifas , recordé este video que ahora coloco aquí de los señoríos vascos del s. XV 



.. y he recordado este poema anónimo del s. XV musicado en su primer disco por Mikel Laboa ..  que comienza ..
Haltzak eztü bihotzik

ez gaztanberak hezürrik:
enian uste arraiten ziela
aitunen semek gezürrik.

Bereterretxek oheti
neskatuari eztiki;
"Abil eta so egin zan
gizonik denez ageri"

El aliso no tiene corazón
ni el requesón hueso:
no creía que los nobles
dijesen mentiras

El valle de Andoz
¡vaya que largo valle!
desarmado se me partió
el corazón en mil pedazos.


... ya quisiéramos algo parecido a un PNV aquí abajo en Andalucía, (y no es que yo fuese a votarlos ...  .. but  ;-) .. el PSA no cuenta con su traición .. )  .. ya que, mientras en la CAV (Comunidad Autónoma Vasca) se aumentan las dotaciones para
educación y Universidad  ...  en la Andalucia de los 40 años  de la FE de las PSOE ( #PiuSOE ) [seguimos con el 40 % PARO 40 % pobreza DESPUES DE 40 +40 años ... del zeñorito a caballo ar zeñorito en coche ofisiá arribista por demás .. 40 años mandando y quieren mas avaricia  de verdá )   , la comunidad autónoma , junto con la catalana (unos juegan a desafíos soberanistas mientras tienen a su pueblo muerto de hambre, otros , quizá, primero piensen en solucionar la crisis que ya .. ancha es Casilla ... que en habiendo hueco .. ;-)  ) que MAYORES RECORTES ha hecho en todo el estado  en Educación y Universidad (si, incluidas todas las comunidades gobernadas por el Partido Popular a las q les hacen mareas verdes .. pero que en las Andalucias CALLAN Y CALLAN Y CALLAN multitudes de profesoras y profesores y sindicatos y grupos políticos,  ... contradicciones de la "izquierda"  ) ... valgan como ejemplo  los 834 millones de Euros que le adeuda a las 10 Universidades Andaluzas , o la drástica reducción de profesorado en la Universidad (dejando que se extingan a interinos ... y otros tipos de contrato .. si contaramos cuantos profesores menos tiene el sistema universitario andaluz desde 2008 ?  ) ... mientras ... asistimos impertérritos, anodadados,  al espectáculo de la corrupción generalizada de este pais con noticias recientes como esta:  Dimite la vicerrectora de la UNIA (Universidad Internacional de Andalucía) pareja del imputado Triguero .. Secretario general de Universidades .. 
Fue el viernes cuando este periódico [El Mundo]  pudo confirmar la imputación de su marido, Francisco Triguero, en el caso del Instituto de Innovación del Bienestar Ciudadano, el I2BC, que investiga un juzgado de Málaga al que ya ha ido a declarar el alto cargo, que fue quien firmó una subvención extraordinaria de 15,5 millones de euros para acabar el edificio y alquilar oficinas, sin que estuviera respaldado ya por proyecto de investigación alguno.
o los 4.500 profesores interinos que estan en la calle ..en la primaria y secundaria  .. y que el #28F se encerraron en la Consejería de Educación  .. y de los que nadie se acuerda .. en esa Andalucía Impagable .. que decía la propaganda oficialista .. 

Pero continuemos, con lo que hoy nos convoca en este posteito ... 

En el blog de Mikel Agirregabiria en su post  Heziberri 2020: Presentación en el Parlamento Vasco
 nos lo explica así,  que es  Heziberri 2020 : 

"Heziberri 2020" conjuga las líneas estratégicas de innovación y desarrollo establecidas en el marco europeo para el 2020 con respecto a la educación y la formación (de ahí su nombre), con los retos educativos propios de nuestro contexto y entorno, a fin de que las futuras generaciones estén bien preparadas. "Heziberri 2020" recoge la propuesta de planificación y desarrollo de tres proyectos complementarios:
  1. Primer proyecto: Elaborar y consensuar el "Marco del modelo educativo pedagógico propio" 
  2. Segundo proyecto: Elaborar y consensuar los Decretos por los que se establecen los currículos de la Comunidad Autónoma del País Vasco. 
  3. Tercer proyecto: Dar pasos hacia una Ley Vasca de Educación.

y dejamos la presentación del proyecto en la reunión de la  Comisión de Educación (26/2/2014)
Comisión de Educación de la Consejera, Cristina Uriarte Toledo, Viceconsejera de Educación, Arantza Aurrekoetxea Bilbao , y del Asesor Xabier Garagorri... en el portal Irekia del gobierno Vasco


Fuente: Irekia - Gobierno Vasco


Fuente: Irekia - Gobierno Vasco

habrá que estudiarlo detenidamente ..  y pensar con Albert Camus ... "de los resistentes es la última palabra" ..  .. aún así seguiremos tratando este tema .. que se nos antoja primordial , llevamos tiempo usando el  #hastag #guerrillaONÍrica .. y me llama la atención las cuestiones identitarias , reflejadas en una guerra de banderas , que llevamos tiempo arrastrando ... así que aquí os traemos una curiosa acción ... en Donosti , en este caso en su ayuntamiento  ...



Y para terminar, en el Instituto San Isidoro , en el #28F de 1980 cuando el referendum andaluz , antes habían asesinado a Caparros , un trabajador de Comisiones Obreras , el 4 de diciembre de 1977, y el cártel de la MAFIA #PPCiuSOE perdió el SUMARIO .. y ninguna persona pagó ni un sólo día en la cárcel por su DELITO de TERRORISMO  (si esos que gritan por la PAROT y el cumplimiento ETERNO  de las condenas de terrorismo , pero sólo los del otro lado sólo y los otros terroristas con medallas de la patria ) ah!  ... y no olviden que Felipe González  y su Falange Española de las PSOE , pide la AMNISTIA PARA TODOS LOS DELITOS POLÍTICOS DESDE el 18 de Julio de 1936 cuando estan redactando la LEY DE AMNISTIA .. mientras Jose María del Nido preboste familiar de Zeviya ,era dirigente de un grupo de terroristas en la sede de FUERZA NUEVA con pistolas y amenazando .. esa pareja de estudiantes
estaban en la puerta de esa sede ese día enfrente del ayuntamiento, NO SE Lo contaron , lo vieron .. y vieron como la policía en vez de subir a detener a los que DISPARARON, se fué a disolver la manifestación ..  por qué creen que cuando se cantaba el himno andaluz , siempre, en el Instituto,fuésemos donde fuésemos, desde entonces, ...  pisábamos y pisaremos la estrofa " sea por Andalucía libre.. los PUEBLOS y la humanidad  .. " . viendo lo que vimos  QUIEN llevaba la insignia roja y gualda con el pollito , entraba en el instituto con nuchacos, cuchillos, navajas y algunas pistolas ...a amenazar y perseguir jóvenes del movimiento estudiantil  (Yolanda asesinada por uno de ellos en 1980 que ahora es ASESOR del ministerio de Defensa de Rajoy ) , NO olvidamos  (recién se cumple el aniversario de la MATANZA por Fraga, Martin villa, Adolfo Suarez y el General Campano en UNA IGLESIA DE VITORI , no , los rojos no .. ellos de 5 obreros en 1976 .. ley amnistia ,.. y ni un día de cárcel cumplieron , NI UN SOLO DIA .. sino q además nos han desgobernado durante más de 100 años ..  )  ... y es que se pongan como se pongan los pueblos estan "y estarán" siempre más allá de las estructuras formales estatales y políticas que la MAFIA haya decidido en cada momento histórico hoy te levantas, en la Taifa de córdoba, mañana en la grande y libre de los reyes católicos antes en el reino de Navarra, , luego en la dictadura fascista de Franco,  .. y recuerden que los pueblos y su cultura durarán muchísimo más que estas . .. no les quepa duda .. nos pongan las banderolitas que quieran los unos y los otros.. les suena?



Un ejemplo baste, escuchen el Himno que Franco eligió para su DICTADURA,fascista,  conocida como la marcha REAL ,  himno granaderos  (invadiendo españa con moros del tercio y aviación nazi e italiana)  del tercio de granaderos  que parece calcaito, calcaito de una nuba andalusí ... ) La Tawshiya (preludio instrumental) del movimiento Dary de la Nawba Al-Istihlál podría ser el orígen del Himno nacional español, cuyo autor se desconoce hoy día. .. por supuesto estas  "historias " no nos las cuentan, sólo LA HISTORIA de los VENCEDORES , en cada caso .. pero los vencidos , siempre seremos más... y duraderos , enraizaos de otro modo...

nO OLVIDAMOS, esa falsa #INtransicion de pacotilla ... y estamos con Matito y los SMASH que en esa época cantaban ... NI RECUERDO, NI OLVIDO ... seguiremos , mal que les pese estando aquí .. por mucho que nos cambien de nombre o pertenencia a cualquier familia del cártel de la MAFIA  .. estuvimos, estamos y estaremos .. en la escuela no nos cuentan estas historias .. sólo las de caballo y estatuaria militar
 ..
Si es que me quieres matar
no esperes a que me duerma
pues no podré despertar;
muerto, bien dormido,
y no es morir ni soñar,
no es recuerdo ni olvido,
muerto, tan bien dormido.
Y mátame al amanecer
o de noche si tú quieres,
pero que te pueda ver las manos,
pero que te pueda ver las uñas,
solo... pero que te pueda ver los ojos



y es que NO NECESITAMOS una narrativa heróica de la muerte ... y es que el recuerdo y el olvido ... son una de las tareas de la alegría ,  (músicaS, culturaS, poesiaS ,en plural , en plural  ..) .. necesitamos una narrativa vivida de la alegría!!!
...
Mal que les pese lo que ocurrió aquí entre andaluces árabes, cristianos y judios .. queda dentro de nuestros estares como pueblo (aunque lo quieran borrar ocultándonos más de 5 siglos de historia Andalucia ..) ya lo decía Manuel Machado , el otro , el hermano  :
Yo soy como las gentes que a mi tierra vinieron
-soy de la raza mora, vieja amiga del sol-,

que todo lo ganaron y todo lo perdieron.

Tengo el alma de nardo del árabe español.

como diría otro poeta Zeviyano :

"¡Dios mío, qué solos se quedan los muertos!"
Gustavo Adolfo Bécquer
Fuentes: [ varias:  blog Mikel Agirregabiria, Irekia , el Mundo, ]

P.D. : Y no olvidemos que este posteito forma parte de  nuestro #NOmooc ...   

Informe Privacidad y TIC Agencia Vasca de Protección de Datos & Kualitate Lantaldea & Datuak Babesteko Euskal Bulegoa


Hoy traemos a este espacio  el Informe que  La Agencia Vasca de Protección de Datos
 , le ha encargado a Kualitate Lantaldea arriba tenéis la nota de prensa con lo que han destacado.. y abajo el informe completo ... y lo primero que detecta es una evidente necesidad de asesoramiento para educadores y familias sobre privacidad y uso de las TICs ... que nos presenta así :

Una investigación realizada por Kualitate Lantaldea entre alumnado de 6º de primaria y 1º de ESO, así como AMPAs y educadores,desvela muchos interrogantes ante el uso de las nuevas tecnologías ... 
Desconocimiento, temores, prohibiciones...son muchas y variadas las lagunas que presentan padres, madres y educadores en general respecto al uso de las nuevas tecnologías TICs por parte de sus menores. Así se desvela en la investigación realizada por Kualitate Lantaldea para la
Agencia Vasca de Protección de Datos en el marco del Día Interncional que se celebra cada 28 de enero.
“Nuestro objetivo es tratar de implementar medidas que refuercen la función de la Comunidad Educativa de “Educadores-asesores” del alumnado de 6º de primaria y 1º de secundaria con respecto a la privacidad y el uso de las TICs”, asevera el director de la Agencia Vasca de Protección de Datos, Iñaki Pariente



(leer más ...) Fuente: [ agencia vasca de protección de Datos ]

#getxoblog 2013 … de zeviya CalYflato IndePendiente a #getxoblog


 Bueno ya estamos de nuevo... en Getxo ... concretamente en #BiscayTIK .... en el #getxoblog 2013 ....  veremos que nos depara la reunión ... este post se irá escribiendo .. de a poco ...
celebraremos la V Edición del Encuentro Anual Getxoblog reuniendo a 101 influyentes bloggers. La actividad principal será en el Centro de Conocimiento de BiscayTIK, ubicado en la finca de  Bake Eder, c/ Zugazarte, 32, Getxo, cerca de Metro Areeta (acceso)La sede en BiscayTIK, es perfecta por sus magníficas instalaciones y por la magnífica acogida que siempre nos brinda.

El encuentro de este año se celebra bajo el lema "101 bloggers soñando en Getxo" con la misión de reunir durante un día a bloggers en activo, difundir Getxo en el ciberespacio y acercar las posibilidades de Internet a la ciudadanía (de Getxo o de donde quiera), muy en línea con los objetivos de BiscayTIK. Los objetivos se concretan en reunirnos, pasar un rato o unas horas, difundir Getxo en el ciberespacio y acercar las posibilidades de Internet a la ciudadanía (de Getxo o de donde quiera),...
pero para comenzar a abrir boca dejamos algunos twitts.






La primera cosa que nos gustaría reseñar es a la Asociación de Afectados de coroideremia

(leer más...) Fuente: [ getxoblog ]

De pedagogías emergentes a las efervescentes .. Entrevista a Rosabel Roig #MOOC #ikasnabar13 .. lo importante el pro-FE-Sor …



«Contra toda opinión, no son los pintores sino los espectadores quienes hacen los cuadros».

«No hay solución porque no existe ningún problema».

Marcel Duchamp


Hoy traemos a este espacio ...una entrevista a Rosabel Roig profesora de la Universidad de Alicante queconversa con Xabier Basogain en Ikasnabar 2013 sobre "Contenidos Abiertos". Es el tema de su exposición en el congreso internacional celebrado en Zalla en julio del 2013 #ikasnabar13 . Material multimedia creado por el Berritzegune Nagusia

Me ha gustado lo de De pedagogías emergentes a las pedagogías efervescentes .. Vigotsky, Brunner, Piaget ... vs. edupunk, MOOC .. dónde habéis dejao el Almaxxxxxxx ? ...el elemento importante es el pro-FE-sor .. ?  hacia la FE sor efervescente con preservaTicvo !!! ;-) .. para mi que era el aprendizaje, el estudiante, la simbiosis como proceso mutuo ... el aprendizaje significativo para la vida ... pero que sabe un torito !!! ??? ... como diría Marcel Duchamp, uno de nuestros referentes en nuestra anti pedagogía  Epistemología &  モⓈ下-ÊⓣⓘⓒÄ ℈dudadá :
 Marcel Duchamp, Why not sneeze, Rrose Sélavy?, 1921 © Succession Marcel Duchamp/BUS 2011

«El arte tiene la bonita costumbre de echar a perder todas las teorías artísticas».

(leer más...) Fuente: [ youtube ]

Ondarroa … 2013, 1968, 1855, 1492, 1100 (I) : Urtza Alkorta, Agustin Gacía Calvo, el Jefe Seattle. #educacion sagrada vs. #instrucción #jeringa .. .



Hoy me he levantado y he estado pensando sobre las imágenes del puente donde La Ertzaintza ha irrumpido en Aske Gunea de Ondarroa para tratar de detener a Urtza Alkorta ... y hemos recordado esos texto en los que andamos trabajando , ese texto  de 1970 de Agustín García Calvo titulado Comunicado urgente contra el despilfarro y tambien el de Contra la democracia, sobre los que escribimos el  domingo, 12 de mayo de 2013 andamos NO preparando #kfe07 : España, Sevilla y yo (I) ...: Contra la democracia ... NO actúes, sólo PIENSA ... .. y como no podía ser de otra manera tambien he recordado el texto de Oteiza "Quousque tandem…! Ensayo de interpretación estética del alma vasca,"  sobre el que escribimos el martes, 23 de abril de 2013 ESkola 2.0 & #Sarezkuntza (II): arañas y ratoncitos ... Utsa moldatzeko joak, Oteiza vs. Valverde .. pensando en la escuela y en la instrucción que despliega ... que no educación ... el cártel administrativo profesoral se ha adueñado de ella, liderados por los políticos del gremio y se ha erigido como el ejército de choque con las miras puestas en la destrucción del MAESTRO .. el que otorga sentido a la vida, no el que distribuye certificados y premios ... no se preocupen no hay gran diferencia entre la LOGSE y la educación clasista que propone Esperanza Aguirre  ... las dos con sus medias verdades .. la más perversa de las MENTIRAS ...

  En una península ibérica en el CRACK , en una Europa en QUIEBRA , en la indigencia epistemológica, cultural, filosófica, anclada ENTERA en el pasado de siempre como en el I Reich , en el II REich, en el III REich .. ya en el IV Reich . ...me pregunto Que puede salir de los pueblos fundados sobre la MATANZA de otros pueblos ... USA, Alemania, ... España ? lo estamos viendo... viviendo ... como fundar en otras tierras, en otros espacios... en otra cotidianidad. ?

Y es que uno recuerda que ha tenido de bueno la CONQUISTA  para el pueblo que habita lo que hoy llamamos Andalucía , una de las tierras más fértiles de la península... y con una cultura de las mas florecientes en algunos momentos como fué Al-Andalus ... y que fué INVADIDA ...desde entonces por unos reinos en un estado cultural, política y económicamente bastante menos avanzado ...  y secuestrada, desde entonces, en su impostura pantomima de Rocío, Flamenco, Carnaval, Gitana y sevillaneo ... y es que soy un piel roja, y nada entiendo ... de Zeviya CalYFlato IndePendiente ... mi pregunta para la discusión es qué pueblo está más vivo ? ... acaso importa la pervivencia de valores ancestrales (el Rocío, la Semana Santa, la Feria .. son todas fiestas paganas reconvertidas para que el poder de la curia de la iglesia y la nobleza un poder de esta tierra se mantuviera, ... para que los indígenas crean estar en su salsa ...? estan realmente en su salsa? ... debemos entender la libertad de las gentes ... como hasta ahora se entendía en el XIX , una ideología de corte romántica ...  la libertad de los pueblos  ? o deberíamos caminar, y pensar, y pensar ... nuestra re-colocación en el mundo desde las formas de pensamiento del XXI ... incluso del XXII ?



Así que hoy traemos , también , para poner los temas en sintonía, la famosa carta del Jefe Seattle al Presidente de los Estados Unidos  Franklin Pierce..  sobre la que hay muchas versiones verdes, de guión de Hollywood ...la mayoría de corte romántica , ... que os dejo en video, con la locución de Constantino Romero, para comparar .. luego colocaremos 2 canciones que giraran en torno a la construcción de "la ideología de los mártires" ... de Lehendakaris Muertos un grupo de Navarra con un disco titulado "Crucificados por el antisistema" y otra del grupo "Hertzainak" titulada Arraultz bat pinu batean  ...

 

Me interesa más la versión del Dr. Smith , que olvida la visión pseudonewage ... : es una mirada fascinante sobre cómo un jefe indio ve la invasión de colonos blancos y la lenta disminución de su propio pueblo, para mi, es más como un manual de política y táctica, una visión de la derrota "ideológica y vital" , y una visión de la guerra y las luchas de Los Pueblos, que antes que Pueblos , han sido y serán niños yunteros ....gente del pueblo  [me he permitido destacar algunos párrafos] :  


He allí el cielo que ha llorado lágrimas de compasión sobre mi pueblo durante incontables siglos y que, aunque nos pueda parecer inmutable y eterno, puede cambiar. Hoy está despejado. Mañana puede estar encapotado con nubes.

Mis palabras son como las estrellas que nunca cambian. Cualquier cosa que diga Seattle, el gran jefe en Washington puede confiar en ello tanto como él pueda confiar en el regreso del sol o de las estaciones.

El jefe blanco dice que el Gran Jefe en Washington nos envía saludos de amistad y buena voluntad. Esto es muy amable de su parte ya que sabemos que él necesita poco de nuestra amistad. Son muchas sus gentes. Son como la hierba que cubre vastas praderas. Mi gente es poca. Se asemejan a los pocos árboles que se encuentran esparcidos en una pradera azotada por una tormenta. El gran, y presumo – buen, Jefe Blanco dice que desea comprar nuestra tierra pero que, al mismo tiempo, nos deja suficiente para que vivamos confortablemente. Verdaderamente esto parece ser justo, y aún generoso, ya que el Hombre Rojo no tiene más derechos que él necesite respetar, y la oferta también parece ser sabia ya que no necesitamos más un territorio extenso.

Hubo un tiempo en el que nuestra gente cubría la tierra como las olas en un mar encrespado por el viento cubren el fondo cubierto de conchas, pero ese tiempo hace mucho que desapareció junto con la grandeza de las tribus que ahora son apenas un recuerdo doloroso. No trataré el tema, ni lloraré sobre eso, de nuestra desaparición a tiempo, ni voy a reprochar mis hermanos cara pálida con haberla acelerado, porque también nosotros somos en algo responsables de ella.

La juventud es impulsiva. Cuando nuestros jóvenes se enojan por alguna injusticia real o imaginaria, y se desfiguran sus caras con pintura negra, denotan que sus corazones son negros, y que con frecuencia son crueles e implacables, y nuestros viejos y viejas son incapaces de moderarlos. Así siempre ha sido. Así fue cuando el hombre blanco empezó a empujar a nuestros antepasados hacia el oeste. Pero esperemos que nunca regresen las hostilidades entre nosotros.

 Tendríamos todo que perder y nada que ganar. Los jóvenes consideran como ganancia a la venganza, aún al costo de sus propias vidas, pero los viejos [que permanecen] en casa en momentos de guerra, y las madres que tienen hijos que perder, saben que no es así.

Nuestro buen padre en Washington—ya que presumo que ahora es nuestro padre al igual que suyo, ya que el Rey George ha movido sus fronteras más hacia el norte—nuestro gran y buen padre, digo, nos envía el mensaje de que si hacemos como él desea, él nos protegerá. Sus bravos guerreros serán para nosotros como una erizada pared de fortaleza, y sus maravillosos barcos de guerra llenarán nuestros puertos, para que nuestros antiguos enemigos más al norte—los Haidas y Tsimshians -- cesen de asustar a nuestras mujeres, niños, y viejos. Realmente él será nuestro padre y nosotros sus hijos.
Pero, ¿puede eso suceder alguna vez? ¡Su Dios no es nuestro Dios! ¡Su Dios ama a su gente y odia a la mía! Él pliega amorosamente sus fuertes brazos protectores alrededor del cara pálida y lo conduce por la mano como un padre conduce a un hijo infante. Pero, Él ha desamparado a Sus hijos Rojos, si realmente son Suyos. Nuestro Dios, el Gran Espíritu, parece que también nos ha abandonado. Su Dios hace que su gente se haga más fuerte cada día. Pronto ellos llenarán todas las tierras.
Nuestro pueblo está menguando como una marea que retrocede rápidamente y que nunca regresará. El Dios del hombre blanco no puede amar a nuestra gente o Él los hubiera protegido. Ellos parecen huérfanos que no tienen donde buscar ayuda.

¿Cómo, entonces, podemos ser hermanos? ¿Cómo puede su Dios llegar a ser nuestro Dios y renovar nuestra prosperidad y despertar en nosotros sueños de una grandeza que regresa? Si tenemos un Padre Celestial común, Él debe estar parcializado, porque Él vino hacia Sus hijos cara pálida.

Nosotros nunca lo Vimos. Él les dió leyes pero no tuvo palabras para Sus niños rojos cuyas prolíficas multitudes una vez llenaban este vasto continente como las estrellas llenan el firmamento. No; somos dos razas diferentes con orígenes diferentes y destinos separados. Hay muy poco en común entre nosotros.

Para nosotros, las cenizas de nuestros antepasados son sagradas y su lugar de reposo es terreno reverenciado. Ustedes se alejan de las tumbas de sus antepasados y aparentemente sin pena. Su religión fue escrita sobre lápidas de piedra por el dedo de hierro de su Dios para que así ustedes no pudieran olvidar.

El Hombre Rojo nunca podría comprender o recordarlo. Nuestra religión es las tradiciones de nuestros antepasados – los sueños de nuestros hombres viejos, dados en las horas solemnes de la noche por el Gran Espíritu; y las visiones de nuestros jefes, y está escrita en los corazones de nuestra gente.

Sus muertos dejan de amarlos y la tierra natal tan pronto como traspasan los portales de la tumba y vagan más allá de las estrellas. Ellos pronto son olvidados y nunca regresan.
Nuestros muertos nunca olvidan este hermoso mundo que les dió vida. Ellos todavía aman a sus verdes valles, sus rumorosos ríos, sus magníficas montañas, sus apartadas cañadas y lagos y bahías bordeados de verde, y siempre suspiran con un tierno y cariñoso afecto por los seres vivos de corazones solitarios, y con frecuencia regresan del feliz coto de caza para visitarlos, guiarlos, consolarlos, y confortarlos.

Día y noche no pueden convivir. El Hombre Rojo siempre ha rehuido los acercamientos del Hombre Blanco, como la neblina matutina huye antes que aparezca el sol de la mañana. Sin embargo, su proposición parece justa y creo que mi gente la aceptará y se retirará a la reservación que usted le ofrece. Entonces, viviremos separados en paz, ya que las palabras del Gran Jefe Blanco parecen ser las palabras de la naturaleza que hablan a mi gente desde la densa oscuridad.

Importa poco donde pasemos el resto de nuestro días. No serán muchos. La noche del Indio promete ser oscura. Ni siquiera una simple estrella revolotea en su horizonte. Vientos de voz triste se lamentan en la distancia. Un triste destino parece estar en el camino del Hombre Rojo, y donde quiera escuchará los pasos que se aproximan de su cruel destructor y se prepara impasiblemente a enfrentar su destino, como hace el antílope herido que escucha los próximos pasos del cazador.

Una pocas lunas más, unos pocos inviernos más, y ninguno de los descendientes de los poderosos espíritus que alguna vez se movían por esta amplia tierra o vivían en hogares felices, protegidos por el Gran Espíritu, permanecerá para llorar sobre las tumbas de un pueblo que una vez fue más poderoso y con más esperanzas que el suyo.
Pero, ¿por qué debo llorar sobre el destino a destiempo de mi pueblo? Tribus siguen a tribus, y naciones siguen a naciones, como las olas del mar. Es el órden de la naturaleza, y lamentarse es inútil. Su momento de decadencia puede estar distante, pero seguramente llegará, porque aún el Hombre Blanco cuyo Dios caminó y habló con él como un amigo a otro, no puede estar exonerado del destino común. Puede que seamos hermanos, después de todo. Veremos.

Estudiaremos su proposición y cuando hayamos decidido, se lo haremos saber. Pero, si la aceptamos, yo aquí y ahora pongo esta condición, que no se nos niegue el privilegio, sin molestarnos, de visitar en cualquier momento las tumbas de nuestros ancestros, amigos, e hijos. Cada parte de este suelo es sagrado en la consideración de mi pueblo. Cada ladera, cada valle, cada pradera y huerto, ha sido consagrada por algún triste o feliz evento en días hace tiempo desaparecidos.

Aún las rocas, que parecen ser mudas y muertas ya que se tuestan en sol a lo largo de la costa silenciosa, están llenas con las memorias de eventos excitantes conectados con las vidas de mi gente, y el mismo polvo sobre el cual ustedes se encuentran responde con más amor a nuestras pisadas que a las suyas, debido a que ha sido enriquecido por la sangre de nuestros antepasados, y nuestros pies desnudos son conscientes del toque simpatético. Nuestros difuntos, bravos, amadas madres, alegres y felices doncellas, y aún los niños que vivieron aquí y se regocijaron aquí por una breve estación, amarán estas soledades sombrías y, durante la caída de la tarde, ellos recibirán a los tenebrosos espíritus que regresan.

Y, cuando el último Hombre Rojo haya perecido, y la memoria de mi tribu se haya convertido en un mito entre el Hombre Blanco, estas playas estarán repletas de muertos invisibles de mi tribu, y cuando los hijos de sus hijos se crean solos en el campo, la tienda, el taller, en la carretera, o en el silencio de los bosques sin senderos, ellos no estarán solos. En toda la tierra no hay lugar dedicado a la soledad. En la noche, cuando las calles de sus ciudades y pueblos estén silenciosas y ustedes crean que estén desiertas, ellas estarán atestadas con los huéspedes que regresan y que una vez las llenaban y que todavía aman esta hermosa tierra. El Hombre Blanco nunca estará solo.

Que él sea justo y trate amablemente a mi gente, porque los muertos no son impotentes.

Y esta frase final (  ) trata un concepto que nos es grato en este blogcito el concepto de Zombie, como raza del pasado ... viva en nuestro presente .. y que puede levantarse para devorarnos... sino la integramos, solucionando sus contradicciones, ...  algo escribimos el  jueves, 28 de marzo de 2013 ZOMBIES, raza fantasma ...Y porque no dijimos nada ya no podemos decir nada...STICO, la #€$pañaESTRAPERLISTA y las imposturas teóricas (III) ... hasta donde los APARATOS se convierten en ZOMBIES , hasta donde se
convierten en CYBORGS hechos de los deshechos de la gente dispuesta a luchar ante las injusticias ? .. la pregunta por lo GREGARIO, por lo SOCIAL ,. por lo COLECTIVO, por lo PARTICIPATIVO.. anoche vi hablando de los sucesos de Ondarroa y el puente a dos cadenas de la derecha mediática ..Intereconomía y 13 en sendas de las llamadas "tertulias" .. y se habló de la reina de inglaterra dando la mano al jefe militar del Sinn Fein ... en esos entornos no hablamos de acabar con la violencia (sino de incitarla ,todo lleno de contradicciones por todos lados hablan del perdón porque se sienten cristianos y una y otra vez gritan y gritan para no buscar soluciones reales , que han de ser forzosamente creativas y magnánimas ...) .. vimos a un representante del

partido popular llamando a la "cacique local" (sin dar su nombre Laura Mintegi la representante de Bildu, profesora de Universidad , que como bien dijo otra tertuliana tiene nombre, se lo repitió al representante del partido popular varias veces, tiene nomber no es ESA CACIQUE LOCAL....) .. aquí en Andalucia si que sabemos de caciques locales desde siglos inmemoriales unos con caballito y otros con coche oficial, últimamente con los dos...
Por qué esa insistencia en BORRAR LOS NOMBRES de las personas que estan detras de unos votos? Por qué esa insistencia en hacer ZOMBIES políticos a una parte, les guste o no,  de un pueblo? ...  si le llamamos democracia será para todas las opciones políticas o sólo para las que estan de acuerdo con nuestros presupuestos? ...Como pueden hablar de caciques locales el partido popular visto la que esta cayendo en Valencia, con cárteles familiares como los de los Fabra presidentes de las diputaciones provinciales desde hace más de un siglo en Castellón (como explicamos el domingo, 14 de octubre de 2012 Quiénes zemos? #EspañolizarES : @ScolarTIC ... q guapos y jóvenes son nuestros docentes .. que bien va la BANANERA FRANQUISTA y su #educacion ?

 .. cuanta MENTIRA E IMPOSTURA le cabrá en las alforjas, a este PUEBLO estafado sistemáticamente por las mismas familias hace siglos? ... por qué , los PUEBLOS NO TIENEN DERECHO A DECIDIR lo que le salga de las mismísimas intenciones ... como en Suiza que hacen un referendum incluso para ver si se mete en la CONSTITUCIÓN LA ENSEÑANZA MUSICAL ? .. CUAL ES EL PROBLEMA? ... será el problema que los cárteles que han hundido este pais, no ETA , señores ETA ha asesinado personas ... pero no ha hundido este pais ... de hecho el pueblo vasco es ahora mismo el MENOS CASTIGADO ... junto con la Rioja por la pobreza y el paro .. si hubiese que decirlo de alguna manera son Europa ... el resto África, pero habiendo borrado su pasado ASESINANDO SIN DESCANSO Y POSTERIORmente con una organización criminal religiosa llamada INQUISICIÓN, ... inventándose BRUJAS y brujos para expropiar para la iglesia y la nobleza bienes, tierras ... la España de 1492 se FUNDA EN EL ASESINATO SISTEMÁTICO DE LOS originales moradores de parte de la península ibérica Arábigo Mozárabes ... Al-Andalus un reino que era rico, culto ... frente a unos algo menos ricos y cultos Castellano-Äragoneses. .. ESO no lo cuentan ... estábamos aquí antes de que ellos llegaran , como los pieles rojas ... nos siguen llamando NEGROS DEL SUR, MORENOS andaluces de piel oscura, GITANOS de sombrero ala ancha, y gitanita bailaora zeviyana (CANAL SUR el aparato de ACULTURIZACIÓN MAS DEMOLEDOR ideado por el PSOE) , moros ... el hecho es que , como siempre, ZEMOS el pueblo más pobre , más callao y menos fuerte (eso creen, pero esperad a los ZOMBIES)  .. siglos de asesinatos (el más reciente todos los movimientos anarquistas populares andaluces exterminados, entre otros por la república ... por los de siempre Casas Viejas) ..

A ninguno de esos tertulianos lo oí ayer NOMBRAR  los 5 muertos y 150 heridos de bala que siendo ministros  FRAGA, SUAREZ Y MARTIN VILLA  ... asesinaron en una IGLESIA de VITORIA durante una huelga ... 3 de los sacrosantos trileros que pergreñaron la #INtransicion esa bonita estafa al pueblo que entonces, quería ser libre ....? QUIEN ORDENÓ REALMENTE hacerle KABOOOOOMMMMM a Carrero Blanco ... ETA o el sector del régimen que nombró a Juan Carlos I en 1968 heredero de FRANCO en un alarde innovador político sin precedentes en la HISTORIA UNIVERSAL (un golpista dictador nombra heredero a otro sistema político la monarquía hereditaria,. además saltándose al legítimo heredero , en todo caso, Don Juan,, el padre?) y que pergreñó con otros actores de sobra conocidos de unos y otros lados ...la famosa IMPOSTURA mal llamada TRANSICIÓN española ...iglesia, nobleza, ejército y banqueros siguieron siendo los mismos, .. sólo se les añadió algunos colorines de partidos que hacían la farsa , más europea .. recuerdan aquello OTAN, de entrada, NO !!!

La reflexión que ha de seguir el pueblo vasco , será la misma que la del pueblo andaluz, y todos los pueblos ... su JUVENTUD ... jugamos a hacer políticas del XIX , que podeis ver a donde nos han conducido a un pueblo en la MISERIA , ROBADO, VIOLENTADO, ASESINADO por el cártel de la MAFIA del #PPCiuSOE (se lo han quedado todo..el dinero, el poder, la representación, el presente, el futuro, ) ? como decirle , como el Jefe Seattle a esa juventud que el odio ... crea heridas, y deja muchos zombies en el camino ...irrecuperables ... como gritar con el jefe seattle ...
Pero, ¿por qué debo llorar sobre el destino a destiempo de mi pueblo? Tribus siguen a tribus, y naciones siguen a naciones, como las olas del mar. Es el órden de la naturaleza, y lamentarse es inútil. Su momento de decadencia [del hombre blanco] puede estar distante, pero seguramente llegará
Cual es la defensa de un futuro que se acerca en el XXI , pero que ya debería estar PENSANDOSE sin miedos, sin cortapisas, sin control, ABIERTO EN CANAL ... en el XXII ...desde el XXII ...la cuestión , entre muchas otras, es como reinventar una juventud CONFORMADA en la lucha, en una juventud TRANSFORMADORA ... para mi hay muchas respuestas en Camus, en García Calvo, en Oteiza , ... y en muchos artistas ...fuera de la KALEBORROKA PARTITOCRÁTICA .. la más peligrosa ... la verdaderamente peligrosa ... porque al final dirija quien dirija el Estado si se sigue concibiendo como modelo del RÉGIMEN ..tendrá su POLICIA y EJÉRCITO para SOJUZGAR la voluntad popular con DNI vasco , con DNI alemán, con DNI español, con DNI europeo , con DNI andalú,... sino se transforma de una vez .. la idiosincracia de esta tierra ... como bien cantan Lehendakaris Muertos ...  cual es la diferencia entre Euskadi y Andalucía (arriba siempre tuvieron un ejército y una policía aporreando sin descanso, porque había oposición a la IMPOSICIÓN FRANQUISTA DEL RÉGIMEN PARTITOCRÁTICO , la han vivido en sus CARNES  .. aquí se les ha ocultado TODA LA HISTORIA VIVIDA ... transformándolo en una IMPOSTURA .. que ya ni conocen ni pueden sentir, ... pero esperad que la pobreza supere ya el 30 % y el paro el 40 % ... veremos que ocurre ... las REDES FAMILIARES Y SOCIALES ... que casi se han convertido en CÁRTELES simulando la propia ORGANIZACIÓN DEL ESTADO ...
es lo que mantiene en calma la situación .. pero al tiempo ... una bomba de relojería ... el cáncer total creado en base a sargentos chusqueros y cabos reenganchaos arribista e incultos (la base social de la estructura partitocrática y sindical heredera del desarrollismo FRANQUISTA ) es la que nos gobierna .. mientras los jóvenes formados ABANDONAN sistemáticamente o SE EXILIAN O SE DESTIERRAN .. segun se mire, ... esta TIERRA negra ...corrupta con el CÁNCER como sistema ... Y EL ZOMBIE como figura metafórica... plasmado en el  GRAN HERMANO (1984)....  PPCiuPydSOE ... que escribiera un VETERANO DE LA GUERRA CIVIL española George Orwell ...

 

Dni Vasco? Ez, eskerrik asko


Coca-Cola vasca
Policía vasca
Culebrones vascos
El planeta vasco

La mierda en euskera
No me sabe mejor
Dando pena con el ehna
Foto de fotomatón

Dni vasco no

Gran hermano vasco
Ejército vasco
Hamburguesas vascas
El problema vasco

Ni carne ni pescao
Yo ya estoy clasificao
Ya no me entran en la cartera
No me dés otro

Carné de vasco
Carne de español
Carne de cañón
Carné de gilipollas

Dni vasco no

... así que lo importante es REPENSAR todo lo que hasta ahora se daba por supuesto ...política, cultural y participativamente... , si que hace un andalú hablando de realidá euskaldun ? ... que es sentirse vasco.? piensen lo que quieran... yo seguiré pensando lo que quiera ... o más bien lo que pueda ... ya lo dijo pero veo en la resistencia PROFUNDA de ese pueblo un camino ...no el que sale una y otra vez (INTERESADAMENTE) en las noticias, sino el movimiento de base, popular, femenino ... de las abuelas vascas ... la diferencia de persecución con Cataluña coloca, desde mi punto de vista en otro lugar a la burguesía catalana ... simplemente preocupada por el mantenimiento de su antiguo CONTROL económico y financiero ...pero eso será para el siguiente ... comparar la resistencia como pueblo en una INVASORA CASTILLA  de Andalucía, Euskadi y Cataluña ... marca claramente ese mapa de las lenguas que hemos colocado al principio del post... y deja de nuevo a los jóvenes que queden en España después de la DIÁSPORA a la que está siendo sometido DE NUEVO en esta península IBÉRICA POR los viejos herederos en un lado y otro de un PASADO IMPERIAL enterrado, y muy enterrado ... mal que les pese... y que personalmente, para mi , se hace  METÁFORA inerte en la lucha de banderas REPUBLICANA Y LA DEL AGUILA IMPERIAL ROJA Y GUALDA ... estamos hasta las narices , siempre los mismos gobernantes dirigiendo falsamente (la toma de los bancos y el poder en sedes PARLAMENTARIAS, que es lo único que les importa) ... por que no podemos llegar  a un nuevo momento FUNDANTE popular ... salgan 5 o 7 paises, 2 o 3 ... 4 y otro previsto .. por qué lo que fué ha de seguir siendo AD AETERNIS ... que clase de MUERTOS NOS GOBIERNAN ... ?



Soy un veterano de la kale borroka,
Yo no estuve en Vietnam
yo no estuve en Camboya
yo no me cargué amarillos
pero me dieron muchas ostias.

Yo no estuve en el golfo
no estuve en las Malvinas
anda, dame una aspirina
me ha chundao la policía

Soy un veterano de la kale borroka,
exigo compensación, aunque sea media pensión.
Soy un veterano de la kale borroka,
dame mi pensión o te parto la boca, cabrón!



Por último , dejamos este tema de Hertzainak:
Arraultz bat pinu batean 

Gaurko paseoan
arraultz bat pinu batean
txorakeri bat dirudi
bainan guztiz egia da
pinura igo
arraultza begira
sargento baten potroa
okupazio ejerzitoaren
seio ta guzti darama
ta esaten diot nik
nere buruari
parakaidistaren batek galdu du hori
heroia ala eroa, biak segurazki
hainbeste pinudi eta abiotik jaurti.
Jarraitzen dut paseatzen
pinu asko dago bai
bainan zoritxarrez
beste arraultxik ez
pinuz potrotaraino
eta militarrez nola esan ?
Haiek pinuak hona ekarri
ta orain bere arraultz ustelak utzi
obeto genduke artu ta pinukin guztiak
kanpora bialzera hemendik
baina heroi bat izan nahi ba duzu
obe ipurdian tiro bat bota ezazu
au orgasmoa!
Eta beharbada egunen batean
Euskadi izango da libre ta tropikala
militarrik gabe, buruaren jabe edo
zergatik ez buru gabe obe ?
Beltzak eta alferral bihurtuko gara
kooperatibak ere itxi behar eta
leku guztiotik deskomekatuak
libre egiteko edozein pekatuak
euskal txokoetan platerik onena
bermeoko iguana pil pilean
arratsalde osoa siesta batetan
porrusaldak, rona, wisky eta izotza
ta nekazariek landuko dituzte
kokoteroak pinuen ordez
eta arrantzaleek kontrabandora ta piraterira
pasako dira
eta bukatzeko Gernikako arbola
palmera lirain bat bihurtuko da, eh!
Euskaldun guztiok ibiliko gata
ipurdia mugitzen bermudetan
au astakeria.




En el paseo de hoy he visto un huevo en un pino
Parece una chirrada, pero es la pura verdad.
Subo al pino, miro al huevo...
Y son los cojones de un sargento!
Hasta lleva el sello
Del ejercito de ocupación
Pienso para mi....
Algun paracaidista lo habrá perdido
Heroe o loco? Seguramente las dos cosas
Tanto pinar, y tirarse del avion!
Sigo paseando, hay muchos pinos
Pero por desgracia no hay mas huevos
Estamos de pinos hasta los cojones...
Y de los militares, como decirlo?
Estamos de pinos hasta los cojones...
Y de los militares, como decirlo?
Ellos antes trajeron aquí los pinos
Y ahora dejan sus huevos podridos colgando
Seria mejor echarlos de aquí
Con pinos y todo;
Pero si quieres ser un heroe...
Es mejor que te pegues un tiro en el culo!
Vaya orgasmo!
Y quizás un día
Euskadi será libre y tropical
Sin militares, soberana...
O por que no mejor...?
Nos haremos negros y vagos
Tendrán que cerrar hasta las cooperativas
Excomulgados de todas partes
Sermos libres para hacer cualquier pecado
En los txokos vascos, el mejor plato,
Iguana de Bermeo al Pil Pil
Pasaremos la tarde en largas siestas
Porrusalda, ron wisky y hielo
Y los caseros plantaran
Cocoteros en vez de pinos
Los pescadores se pasaran
Al contrabando y la piratería
Y para acabar, el arbol de Gernika
Se convertirá en una hermosa palmera.
Moviendo el culo en bermudas!
Vaya pedrada, vaya pedrada!
(pedrada, burrada, locura).

Tambien me acuerdo de dos versiones del famoso lema "ARmas pal pueblo" 




Continuamos con la frase del Jefe Seattle, para abrir a otros post de la serie :

Que él sea justo y trate amablemente a mi gente, porque los muertos no son impotentes. 


Así que sólo nos queda pensar, pensar, pensar ... antes de actuar ... como decíamos ayer, ... y así os dejo para el siguiente posteito unas palabras de Jorge Oteiza ...  y por qué no gritar con el pueblo vasco por la libertad de los pueblos, con el pueblo andaluz por la libertad de los pueblos , ... el futuro es de la gente NO DE LOS PARTIDOS cárteles que se equivocan, dicen, hasta votando ,como recientemente en Cataluña el PSC.. son personas o ROBOTS?  por qué no iniciar un VERDADERO PROCESO CONSTITUYENTE .. hecho desde la gente, horizontalmente, donde todos podamos intervenir , uno a uno , un proceso popular, como personas,...sin cárteles .. ? #porpreguntáNOmas .. porque que nos dió al resto de la península esa Castilla árida  .. y esos satélites .. Andalucia atrasada como siempre, pobre como siempre, en el paro como siempre, en la miseria como siempre... en mano de zeñoritos como siempre ...

Así que. termino, como en los 70, cuando tuvimos que salir el 28 F a defender lo que traicionaron el PiuSOE y antes el UCDap..  cantábamos la letra del himno de Andalucía en el Instituto con 16 años...  sea por Andalucía LIBRE, los pueblos y la humanidad !!! ... GORA EUSKADI !!! bibah andalucia libre!!!!  ...



, resuenan estas palabras en mi mente ... ahora, la tarea es transformar la educación.. ahora la tarea es ir TODOS a la escuela ...
"mientras no tengamos educadores para el niño creo que es un error parir más niños ...si no sabemos hacerlos hombres por qué tanto crio. Mira te lo voy a explicar de otro modo ... el niño no tiene la cabeza en un sitio y el corazón en otro, como nosotros ... como un modelo para hombre, y no hay educadores educados para educar a este niño  ..lo grave de esta dicotomía , de esta separación del pensamiento y de la acción es que resulta casi imposible de reparar , el arte...  [TO BE CONTINUED] ... nacen días sin fin ... el hombre escribe Heminghway no está hecho para la derrota, puede ser destruido, pero no vencido.

ESkola 2.0 & #Sarezkuntza (II): arañas y ratoncitos … Utsa moldatzeko joak, Oteiza vs. Valverde




UTSA
Antonio Valverde “Ayalde” Antton Valverderen aitak Oteiza bere lagunari idatzia.


[Lehen zatia ez dago Antton Valverdek kantatutako bertsioetan]

[Munduz mundu ibilli ondoren,

aingura bota duk azkenik emen,

Uranzu-Irunen,

Oteiza lagun, anaia,

Erti-aintzindari sutsua.


Eta Frantzirako Avenidan
ereikitako etxean
lantzen ari aiz orain.
Or labratzen duk aidea,
Utsa-ri itxura emanik
arri eta burni tartean.

Ire gogoa
ez zaik kabitzen barnean,
irten bai zaik begitik,
illetik, eskutik, larrutik,
ta batezere aotik
mintza ari nizenean.

Oteiza ren soiña
kalez kale dabillenean
-arno biziaz suspertzeko-
Oteiza gogoa
lantegian gelditzen da.
arri baten utsunean
kokaturik,
atseden artzen pakean,
Ixillaren doiñu eta
Utsa-ren musika aditzean.]


Euskel sustrai.
Erri onen mamia non dago?
Auxe dok nere ustea:
ez cronlech ez dolmenetan
ez arri koxkor zarretan...

Itxaso-bazter etxetan
ta mendi baserrietan,
oraindik bizirik bañan
Uts sakon illunpetan
estaltzera dijoakigun
izkuntza gurean...

Mendi-mendian otea,
botoi oriaz betea,
Jorge de Oteiza, i aiz,
ola gizonen semea.
Ire malluak ordea,
irudimenezko mallu orrek,
ez tiriki-taukirik
Utsa moldatzeko joak
ezpaitute soñurik...
biotzarentzat baizik...


VACÍO
Poema escrito por Antonio Valverde “Ayalde”, el padre de Antton Valverde, a su amigo Oteiza.
[Esta primera parte no está en las versiones cantadas por Antton Valverde]
[Tras andar por el mundo
has echado el ancla aquí por fin,
en Uranzu-Irun,
Oteiza mi amigo, mi hermano,
Ferviente artista-pionero.

Y ahora estás tallando
en la casa construida
en la Avenida de Francia.
Ahí labras el aire,
dando forma al vacío
entre piedra y hierro.

No te cabe el pensamiento
en tu interior,
ya que se te escapa por los ojos,
por el pelo, la mano, la piel,
y sobre todo por la boca
cuando hablas.

Cuando el cuerpo de Oteiza
anda por las calles
-para avivarse con el vino-
la mente de Oteiza
se queda en la fábrica.
Situado
en el vacío de una piedra,
descansa en el parque,
escuchando el sonido del silencio
y la música del Vacío.]

Las raíces vascas.

La esencia de este pueblo, ¿dónde está?
Esto es lo que yo creo:
ni en los cromlech ni en los dólmenes
ni en las viejas piedras....

En las casas de las orillas del mar
y en los caseríos del monte,
todavía viva pero
en la oscuridad de profundos vacíos
en esta nuestra lengua
que se nos está cubriendo...

En el monte está la argoma
llena de botones amarillos
Jorge de Oteiza, tú eres
hijo de hombres de fábrica,
ese martillo de la imaginación,
no emite sonido de sus golpes (tiriki-taukirik).

Y es que los golpes para moldear el vacío
no emiten sonido alguno...
más que para el corazón...



Comenzamos el posteito de hoy pensando en UTSA ... (si ello es posible, bueno la meditación trascendental o el pensamiento religioso o el pensamiento sagrado...se ocupan de eso no?) .. el de arriba es un poema de Anton Valverde ...
Continuamos con el post del viernes, 19 de abril de 2013 Plan de Cultura Digital en la Escuela & #Sarezkuntza (I) : Álgebra de conjuntos, Bolas de Billar , Fractales, Atractor & Brocoli ...... Madrid & Vitoria ... y si comenzábamos con un brocoli (fractalidad alimentaria, espacial) ... y con estas dos frases (sobre el tiempo) ... "Quien controla el pasado controla el futuro. " Quien controla el presente controla el pasado." de Orwell en 1984 para analizar el modelo del "Plan de Cultura Digital en la escuela del Ministerio de Educación, Cultura y Deportes" basado en un modelo de círculos que no se tocan , compartimentos estancos ... hoy que nos vamos a centrar en el concepto Sarezkuntza ... en el que estan trabajando en Euskadi ... a propósito de retomar el proyecto Eskola 2.0. .. Veamos este artículo
Los virus de Eskola 2.0 EL PNV CRITICA LOS FALLOS DETECTADOS Y EXIGE A ISABEL CELAÁ UN PLAN DIGITAL PROPIO en Noticias de Gipuzkoa .. o ese mismo día del post, leíamos en el diario vasco "El Parlamento pide al Gobierno Vasco que mantenga el programa Eskola 2.0" (las negritas, las itálicas y el subrayado es mío)
El Parlamento Vasco aprobó ayer por unanimidad una iniciativa en la que insta al Ejecutivo de Iñigo Urkullu a que mantenga el programa educativo Eskola 2.0 mediante el refuerzo de la preparación tecnológica y didáctica del profesorado y la creación de materiales digitales. PNV, PSE-EE y EH Bildu transaccionaron una enmienda a una proposición no de ley del grupo socialista, que es la que salió adelante con el respaldo de todos los grupos durante el pleno que ayer celebró la Cámara de Vitoria.
En el texto aprobado se insta al Departamento de Educación, Política Lingüística y Cultura del Gobierno Vasco a que dé respuesta a las necesidades tecnológicas de la sociedad actual y a la modernización necesaria del sistema educativo. El Parlamento reclamó también que se haga una evaluación de este programa, que ha introducido las nuevas tecnologías en las aulas, así como otra forma de enseñar como de aprender, y que posteriormente, en función de sus resultados, se actualice su planificación futura con la participación de los agentes educativos y buscando consensos.

Y traigo a colación las palabras de Jorge Oteiza , que estamos trabajando en un doble sentido personalmente :
1)  para un proyecto de colaboración en red abierto titulado "El Barco del Exilio" , en cuyo proyecto global , andamos enfrascaos concretamente nuestra aportación se titula "DER TEJE a los campos de concentración FRANCESES  y los buñuelitos MEXICANOS .. (Deriva EXilio-onírico-histórico-audiovisual-cinética-educativa sobre el EXILIO )3 visiones-itinerarios-juegos para un ASESINATO COLECTIVO vía @exilioyregreso … #delPANZERal€uro del #IIIReich al #IVReich ... cuyo documento de trabajo pueden ver aquí en abierto , en construcción pública en el que Oteiza como exiliado extraño de ida y vuelta junto a Buñuel y otros ponemos a dialogar desde el punto de vista de UNA ESTÉTICA COMPARADA...

2)  y luego para nuestro proyecto global Epistemología &; モⓈ下-ÊⓣⓘⓒÄ ℈dudadá

Porque en este post vamos a utilizar su palabra, para desarrollar nuestro discurso, concretamente fijense en lo que decía Jorge Oteiza  en [53] Quosque tandem ... !
"Pensamiento, idioma y estilo, en la tradición cultural latina hemos señalado cómo es un estilo que es espíritu y no naturaleza, hemos señalado cómo es un estilo que es espíritu y no naturaleza,que entra en la naturaleza o que sale de ella, pero no es como ella, (por esto hemos dicho que es un estilo que son dos). Por esto hemos llamado un tercer estilo al que el vasco por tradic ión (pensamiento, idioma y estilo) es nada más que uno como espiritualidad desde el arte convertido a la naturaleza El vasco siente que la naturlaeza le habla cantando (que el mundo está en el espacio y que el hombre está en el tiempo). Pero para que la voz del bertsolari que habla empiece a cantar, para que todo lo que diga nos parezca coherente y natural (para comprender la ampliltud creadora de su instinto en movediza y continua libertad) no usaremos más la interpretación clásica (que es razonamiento en el espacio) sino que habremos de tratar de hacerlo con un TRATAMIENTO DEL TIEMPO (que es el que aquí ensayamos) y que conviene al estilo vasco, culturalmente a nuestro estilo de estilo de hombre natural
Lo primero que vamos a resaltar, ya que como dijimos en el anterior post ahora sólo estamos analizando formalmente las propuestas (no estamos entrando en su contenido conreto, que quedará para otros posteitos) el nombre del Ministerio es Ministerio de Educación, Cultura y Deportes ... el nombre del Departamento Vasco es Educación , Política Lingüística y Cultura ... de modo que se diferencia en colocar el Deporte y la política Lingüística como tercer elemento ... IMPORTANTE.ismo detalle ..  si lo leen a colación de las palabras de Oteiza en los años 60 que hemos colocado arriba ... Pensamiento, idioma y estilo ... justo, justo el nombre del departamento vasco Educación, Politica lingüística y Cultura ...  en el que Educación se sustituye por Pensamiento (que es la educación sino forjar con el martillo que diría Nietzsche .. o q Oteiza asemeja a la creación de UTSA el vacío el pensamiento CRÍTICO de nuestras generaciones venideras ...)  .. y Estilo por Cultura (que es sino la Cultura sino el estilo ... ese estilo vasco que Oteiza hablaba como un tratamiento del tiempo... ese estilo de hombre natural) .. lo que el llamará el TERCER ESTILO
Valverde, cuando en el poema Utsa le replica que el ser vasco no está en UTSA , ni en el cromlech ... lo expresa con unas preciosas palabras


Utsa moldatzeko joak
ezpaitute soñurik...
biotzarentzat baizik...

Y es que los golpes para moldear el vacío
no emiten sonido alguno...
más que para el corazón...





Y ahora vamos a poner en resonancia dos textos uno escrito y otro fruto de una entrevista con pizarra, vamos una clase magistral en toda regla de Jorge Oteiza en 3:39

" .. 1ero) Algo que es un falta, claramente intuida por Jorge Oteiza. [54] Quosque tandem ... !
"Esta reserva nuestra para la interpretación, que nuestro investigador a veces muestra como rigor científico, disimula mal lo que en el fondo no es más que falta de actualidad en su información y en su método. El investigador, incomunicado (sin contacto con otros campos de relación experimental, no puede avanzar, no pude interpretar y tiene (científicamente) que callarse u oinar muy poco y con grandes muestras de precaución o derivar (recostarse científicamente,) en el comentario irónico y literario"
2º) Veamos esa clase que habría que dar rápida, y urgentemente primero en el primer curso que yo impartiría de formador de formadores para la investigación educativa a nuestro cuerpo profesoral, y posteriormente  a nuestros infans ... 



Oteiza modeliza ... de algún modo... su concepción anti heideggeriana del ser estético.. y aquí es donde vamos a traer aquel modelo que hay detras del cuadro que nunca repetiría , de ningún modo como modelo de futuro (al margen de la ciencia con más de un siglo atrás a sus espaldas de la física  ) de nuestro primer post sobre el Ministerio... si si, el de los redondelitos que no se tocan pa no conta.MINARSE ...que tienen a su izquierda .. una vez llamé a este tipo de modelo (Aconsejo leer  el libro de Rodrigo Alsina "Los modelos de la Comunicación" aunque centrado en el tópico de Comunicación) 
como decía.. llamé a este tipo de modelo educativo ESCUELA #jeringa de la Felicidad #squirt...  pueden ver el post del sábado, 28 de julio de 2012 #educacion #jeringa #squirt #syringe (I) : Corea del Sur: prohibido fracasar. 'Informe Semanal' y el post de el martes, 18 de septiembre de 2012#25S , #15M y la escuela #jeringa de Felicidad #squirt (I). El folclore contestatario ha dejado de entretenernos: Francisco Sierra (Universidad de Sevilla) e Pablo Ortellado (USP) 

Este modelo es una inyección "intra.VENenOSA" de contenidos? .. de datos? ...el modelo sería tal que así


dónde nuestro alumno es un ratoncito experimental de laboratorio .. una sardinita enlatá ...que indolente, empupitrao,  enpupi,trato asimila e interioriza...Ivan Illich lo dice más finamente que yo 
El mayor obstáculo en el camino de una sociedad que educa verdaderamente lo definió muy bien un amigo mío, negro de Chicago, quien me dijo que nuestra imaginación estaba 'totalmente escuelada'. Permitimos al Estado verificar las deficiencias educativas universales de sus ciudadanos y establecer un organismo especializado para tratarlos. Compartimos así la ilusión de que podemos distinguir entre qué es educación necesaria para otros y qué no lo es, tal como generaciones anteriores establecieron leyes, las cuales definían qué era sagrado y qué profano.



Y es que como bien decía Jorge Oteiza. [60] Quosque tandem ... !
Hoy es nuestro tiempo, hoy es cuando sucede (y que ya no entendemos en la tradición de nuestra poesía culta, la oral y popular) la luz que está en la sombra, que las cosas en el relato se cambian, se superponen, se suprimen y viven, se multiplican, se invierten y reaparecen. Hoy es cuando las ideas sobre la estructura formalista y experimental, cuando la reflexión (que no es la nuestra) latina, clásica, gramatical, desemboca en una irreflexiva libertad (costosamente ganada) de un hombre que ha concluido su destierro de la vida (la penitencia de su razonamiento experimental). Y busco un poeta y abro un libro (Vicente Huidobro, "Altazor" 1919.19341): encuentro estas palabras: "El mar se abrirá para dejar salir los primeros náufragos que cumplieron su castigo. Hombre: he ahí tu paracaídas... que una palabra tuya puede convertir en un parasubidas maravilloso. Digo siempre adiós, y me quedo".
(...)

Ah! y no se preocupen no hemos dejado de hablar (en la falta , UTSA ..) de educación, tecnología y ESKOLA 2.0 ....Mi método no es un método, o si se quiere no es un método lineal

 

, resuenan estas palabras en mi mente ... ahora, la tarea es transformar la educación.. ahora la tarea es ir TODOS a la escuela ...
"mientras no tengamos educadores para el niño creo que es un error parir más niños ...si no sabemos hacerlos hombres por qué tanto crio. Mira te lo voy a explicar de otro modo ... el niño no tiene la cabeza en un sitio y el corazón en otro, como nosotros ... como un modelo para hombre, y no hay educadores educados para educar a este niño  ..lo grave de esta dicotomía , de esta separación del pensamiento y de la acción es que resulta casi imposible de reparar , el arte...  [TO BE CONTINUED] ... nacen días sin fin ... el hombre escribe Heminghway no está hecho para la derrota, puede ser destruido, pero no vencido.

 Fuentes: [varias ]

Plan de Cultura Digital en la Escuela & #Sarezkuntza (I) : Álgebra de conjuntos, Bolas de Billar , Fractales, Atractor & Brocoli …… Madrid & Vitoria

"Quien controla el pasado controla el futuro. "

Quien controla el presente controla el pasado."

"No se establece una dictadura para salvaguardar una revolución; se hace la revolución para establecer una dictadura" "Estarás hueco. Te vaciaremos y te rellenaremos de... nosotros."

"1984". George Orwell


"No es cierto que los seres humanos somos seres racionales por excelencia. Somos, como mamíferos, seres emocionales que usamos la razón para justificar u ocultar las emociones en las cuales se dan nuestras acciones."

"Todo lo dicho siempre es dicho por alguien. "

Humberto Maturana 


Ibamos a iniciar dos series esta semana en nuestro blog hablar de lo que está barruntando el Ministerio de Educación de España vía #Wert ... y lo que está haciendo el Gobierno Vasco (aquí parece que no va a faltar el conocimiento de la ciencia ... pensar por encima, y por el centro, y por debajo de la actualidad !!!sobreponerse a su tiempo desde su tiempo)  ... pero como de chico nos aprendimos muy bien en la escuela , la Teoría de Conjuntos  ... , yo soy de la Villar Palasí ! .. dentro d poco cuando te presentes en Sociedad diras y tu de que ley educativa eres ? ... y nos aprendimos mu bien las operaciones básicas en esa teoría ... q nadie tuvo a bien explicarnos sus correlaciones en el mundo real , pero mira por donde 40 años más tarde las descubro ... para hacer un análisis de las políticas educativas en la Iberia del siglo XXI ... así que intersectaremos y haremos una transaccional entre lo que apunta el gobierno central y el vasco... la COMPARACIÓN , una figura retórica y estética muy pero que muy necesaria... y es que uno de los grandes problemas que nos encontramos es la absoluta parcelación en compartimentos estancos del conocimiento, así nos encontramos con expertos en pedagogía que poco o nada han leido de filosofía, teoría del conocimiento, epistemología, estética, arte ... o viceversa  físicos o químicos , que más allá de la pipeta ... absorbiendo ;-) ... no leyeron ni a Sócrates , pa q quiere un farmacéutico a Sócrates ... abrase visto !! ... y #asinosva ... pero a lo que vamos dejemos los introitos ...
pero antes una nueva cita en este caso de Gregory Bateson :
In order to proceed with abstraction, the organism must be exposed to a sufficient number of events which contain the same factors. Only then is a person equipped to cope with the most frequent happenings that he may encounter.

Communication: The Social Matrix of Psychiatry, 1951
Así que, terminao el introito, vamos al lío, hoy vamos a comenzar con los resultados de los cambios de gobierno que hemos tenido en algunos territorio ibérico ....y vamos a iniciar una serie sobre estas virtualidades y planes que se están pergreñando a lo largo de la geografía Ibérica ... vamos a escoger 2 líneas , la del propio Ministerio #Wert que en la reunión del Comité Técnico de TIC en Educación, que tuvo lugar el pasado 4 de octubre de 2012 en Mérida decidieron redactar un Plan de Cultura Digital en la Escuela   ... y la que parece apuntar el concepto de Sarezkuntza o Reducación ... al que el maeztro Mikel Agirregabiria (@agirregabiria )...le agrega una H muda , pero q apunta el concepto Sharezkuntza a un, aparentemente, claro desarrollo "tecnológico" ...  el primero que vamos a tratar  es el Plan de Cultura Digital en la Escuela , ... hoy , en este primer post ..simplemente vamos a copypastear , para posterior
análisis como se presenta en el recien estrenado , en Abril, blog  del INTEF. Fruto de los cambios en el gobierno de la nación, parece que se reestructuran los proyectos más conocidos en la red del anterior equipo ...pero a lo que vamos ... ah! y no se pierdan el gráfico, el esquema basado aparentemente en la teoría de conjuntos de Euler o los diagramasde Venn... aunque haciendo caso omiso a algo que la naturaleza nos ha enseñado que la propiedad de la intersección existe ... y hasta otras!!!  .. aquí dejamos como introducción teórica un resumen wikipédico del Algebra de conjuntos que el equipo que ha formalizado el esquema que nos deja no parece haber tenido en cuenta ,.... técnica, cultural, estética y epistemológicamente... estos parámetros "estético-filosóficos" del equipo redactor giran en torno a compartimentos estancos?  ... estamos en la física clásica de los objetos y las bolas de billar frente a la teoría del caos (de principios del s. XX ... ) ? ...tantos siglos de diferencia para terminar produciendo un montón de expertos un diagrama (fijénse abajo que se tocan pero no se sabe como) .. además para terminar interpretando una de las ya conocidos primarios modelos de la comunicación INPUT OUTPUT .. luego llegaron la teoría de la relatividad, la teoría del caos , ... etc...  les aconsejo el clásico libro de Rodrigo Alsina "Los modelos de la comunicación" ... 

Plan Cultura Digital

Álgebra de conjuntos

Existen unas operaciones básicas que permiten manipular los conjuntos y sus elementos, similares a las operaciones aritméticas, constituyendo el álgebra de conjuntos:
  • Unión. La unión de dos conjuntos A y B es el conjunto AB que contiene cada elemento que está por lo menos en uno de ellos.
  • Intersección. La intersección de dos conjuntos A y B es el conjunto AB que contiene todos los elementos comunes de A y B.
  • Diferencia. La diferencia entre dos conjuntos A y B es el conjunto A \ B que contiene todos los elementos de A que no pertenecen a B.
  • Complemento. El complemento de un conjunto A es el conjunto A que contiene todos los elementos (respecto de algún conjunto referencial) que no pertenecen a A.
  • Diferencia simétrica La diferencia simétrica de dos conjuntos A y B es el conjunto A Δ B con todos los elementos que pertenecen, o bien a A, o bien a B, pero no a ambos a la vez.
  • Producto cartesiano. El producto cartesiano de dos conjuntos A y B es el conjunto A × B que contiene todos los pares ordenados (a, b) cuyo primer elemento a pertenece a A y su segundo elemento b pertenece a B.
Ah!... y con esto es bastante para nuestro primer comentario , puramente formal, estético y científico-estructural ... y recordemos, la definición de Atractor en la Teoría de la Complejidad:
"Un Atractor, en la Teoría de Complejidad, es el patrón que vemos si observamos el comportamiento de un sistema durante un tiempo. Cuando lo hemos descubierto, decimos que este patrón es un atractor, es decir como un imán que “atrae” al sistema hacia ese comportamiento. Hay Atractores que acercan al sistema a su funcionamiento óptimo y otros que lo alejan del mismo. "



Plan de Cultura Digital en la Escuela.
En este marco, el MECD abrió un proceso de reflexión compartida con la participación de las CCAA, de expertos externos y de responsables del ministerio, para definir dicho plan para los próximos años, y desarrollar e implantar proyectos concretos en los próximos cursos escolares al servicio de sus usuarios (profesores, gestores educativos, alumnos, familias) y de la ciudadanía en general.
Concretamente, el proceso de reflexión se estructuró en cinco ponencias vinculadas a los cinco proyectos prioritarios del plan:
  • I. Conectividad de centros escolares
  • II. Interoperabilidad y estándares
  • III. Espacio “Procomún” de contenidos en abierto
  • IV. Catálogo general de recursos educativos de pago: Punto Neutro
  • V. Competencia digital docente
Además se han definido dos proyectos de soporte, con dos ponencias adicionales, orientadas a reforzar las dinámicas de trabajo colaborativo entre CCAA y mejorar los canales de comunicación e interrelación telemática con la comunidad educativa:
  • VI. Espacios de colaboración con Comunidades Autónomas
  • VII. Web y redes sociales
Plan Cultura Digital
Estas siete ponencias se reunieron por primera vez en noviembre-diciembre de 2012 y se mantendrán a lo largo del periodo del plan como espacio de encuentro y reflexión compartida con el objetivo de dar soporte y evaluar los avances en cada uno de sus proyectos prioritarios:
Proyectos del Plan
Breve descripción
I. Conectividad de centros escolares
Avanzar hacia el acceso  total  de los centros educativos a Internet de forma coordinada con las Comunidades Autónomas, mejorando la calidad del acceso de forma viable y sostenible mediante acuerdos con agentes del sector de las telecomunicaciones.
II. Interoperabilidad y estándares
Establecer estándares en el ámbito de las TIC educativas e impulsar el desarrollo reglamentario de estándares específicos de interoperabilidad para el uso educativo de las TIC en el marco del Esquema Nacional de Interoperabilidad.
III. Espacio “Procomún” de contenidos en abierto
Diseñar la evolución del repositorio de contenidos educativos Agrega para convertirlo en un espacio común de contenidos en abierto en el que pueda participar activamente toda la comunidad educativa.
IV. Catálogo general de recursos educativos de pago: Punto Neutro
Impulsar acuerdos con los diferentes agentes implicados y definir la estructura del punto de encuentro entre proveedores de libros de texto digitales y de otros recursos educativos y los potenciales usuarios de los mismos.
V. Competencia digital docente
Establecer un modelo de desarrollo de competencias digitales del profesorado en sus distintas dimensiones y niveles.
VI. Espacios de colaboración con Comunidades Autónomas
Generar un espacio que sirva como punto de encuentro entre CC.AA. y el Ministerio para trabajar conjuntamente.
VII. Web y Redes Sociales
Evolucionar hacia la lógica de portal único educativo y desarrollar una estrategia de presencia en las redes sociales que favorezca la interacción con la comunidad educativa.


... P.D. [y es que la gente sigue pensando de forma lineal , en un mundo, que nunca lo fué , ... y que ya tiene "instrumentos, tecnologías, metodología y epistemologías para ser enfrentado, querido ... de otra manera ... ] (to be continued)

(leer más...) Fuente: [blog del INTEF ]